PIL: segnali di ripresa ancora timidi. La crescita economica non può prescindere dall'avvio di un Piano Straordinario per il Lavoro

Secondo le stime appena diffuse dall’Istat il 2016, dal punto di vista economico, si è aperto con una lieve crescita del PIL del +1% rispetto al primo trimestre del 2015. Una crescita ancora timida, che non giustifica certo le posizioni di chi sostiene che l'Italia si sia ormai lasciata la crisi alle spalle. 

La realtà dei fatti ci dimostra quotidianamente che, purtroppo, il nostro Paese si trova in una condizione che non si può certo definire rosea: ne è un esempio lampante la contrazione della spesa delle famiglie di circa 78 miliardi, che corrisponde ad un crollo dei consumi del -10,7% nel triennio 2012-2013-2014. 

"Non ci stanchiamo di ribadire che la chiave per innescare una vera ripresa è il lavoro." - sottolineano Rosario Trefiletti ed Elio Lannutti, Presidenti di Federconsumatori e Adusbef. Un reale rilancio dell'economia non può infatti prescindere da un rilancio sul fronte occupazionale, per creare nuovi redditi ed alleggerire il carico delle famiglie, che attualmente rappresentano le uniche forme di welfare impegnate a sostenere figli e nipoti disoccupati. Solo attraverso un Piano Straordinario per il Lavoro - basato su investimenti per lo sviluppo tecnologico e la ricerca, per la realizzazione di opere di messa in sicurezza di scuole e ospedali e di modernizzazione di infrastrutture, reti e trasporti, nonché per lo sviluppo e la valorizzazione dell'offerta turistica nel nostro Paese - sarà possibile imprimere una vera svolta alla nostra economia.