Pil: la cosmesi Istat ricorda la tecnica del window dressing

 

PULIZIA DI BILANCIO  ADOTTATA A FINE ANNO DAGLI ISTITUTI DI CREDITO, UN MAQUILLAGE CHE NON MIGLIORAVA DI UNA VIRGOLA I CONTI ECONOMICI DEI  BILANCI BANCARI.

   Il ricalcolo Istat del Pil per il 2013, effettuato inserendo nei bilanci nuovi fattori che prima non venivano calcolati, che ricorda la tecnica del window dressing per abbellire i bilanci bancari di fine anno,  potrebbe anche evitarci una manovra economica aggiuntiva aiutandoci a stare sotto il parametro del 3%, ma non aiuta certo l'economia italiana che continua a peggiorare, come dimostra la terza caduta consecutiva degli ordinativi industriali a luglio, con  un -1,5%.

   La tecnica del Window Dressing infatti, la politica  di consueta pulizia di bilancio, una ricorrente operazione di maquillage di bilancio effettuata, principalmente  dalle banche in coincidenza con la chiusura d'esercizio,  allo scopo di presentare una situazione finanziaria e reddituale migliore, non migliorava di una virgola il conto economico, ma serviva al consiglio di amministrazione di presentare un bilancio "abbellettato" all'assemblea degli azionisti.

     Vizi capitali e trucchi di fine anno con tecniche da prestigiatori,  stigmatizzati da Adusbef e Federconsumatori alle assemblee societarie degli azionisti, li ritroviamo esattamente nei bilanci pubblici, inseriti da una tecnocrazia che utilizza tali espedienti per rimandare sine die la resa dei conti di economie che non crescono, perche' strozzate da politiche europee di austerita' e dal credito bancario negato, che continuano ad aggravare la lunga crisi economica.

Roma, 22.9.2014