Olimpiadi: sarebbero state una sciagura per sollazzare consueti appetiti in situazione economica peggiorata, rispetto al netto no del governo Monti del febbraio 2012

(Adusbef) - Scelta sacrosanta il NO alle Olimpiadi del 2024, in rispetto della volontà popolare  e del futuro dei giovani privati di speranza e di futuro, da una classe politica inadeguata e dai soliti manutengoli del potere, che invece di lavorare per trovare le giuste ricette per far uscire il paese dalla lunga recessione e dalla crisi iniziata nel 2007 con la bolla dei sub prime,  continuano a giocare sulla pelle dei cittadini, super indebitati, utilizzando i giochi e le Olimpiadi come potenti armi di distrazioni di massa, per perpetrare un potere fondato sull’inganno come oppio dei poveri.
   La situazione economica dal 2012, quando il Governo Monti bocciò la proposta delle Olimpiadi, invece di migliorare si è aggravata, con tutti gli indicatori economici peggiorati, a partire dal debito pubblico, aumentato di oltre 316 miliardi di euro dal gennaio 2012 quando era pari a 1.935,8 miliardi di euro, passato a 2.107,100 miliardi di euro al febbraio 2014, data insediamento del Governo Renzi, cresciuto a luglio 2016, dopo 29 mesi di governo Renzi-Padoan  a  2.252,2 mld, al ritmo di 5 miliardi di euro al mese,  168 milioni al giorno; 7 milioni di euro l’ora, 116.00 euro al minuto, con un aumento pro-capite di 2.360 euro di tassa occulta ed un gravame di 37.500 euro ad abitante, 93.700 euro a famiglia.
   E la minaccia di danno erariale per i soldi spesi dal comitato promotore Roma 2024, ripetuto come un mantra in questi giorni per un controvalore di 20 milioni di euro, col presidente Malagò che ha precisato: "Noi siamo un ente pubblico, tutte le spese sono online, e si tratta di fondi del Governo. Dico che se qualcuno chiede, e qualcuno potrebbe chiederlo, perchè questi soldi sono stati spesi è chiaro che dovremo rimandare la domanda a chi sta bloccando una candidatura, visto che tuttora siamo ufficialmente candidati con il sostegno formale di tutti. In ogni caso, se si vuole controllare come sono stati spesi fin qui i soldi in qualsiasi momento si può fare", è un’arma spuntata che potrebbe ritorcersi contro il Coni.
     Il Coni ha infatti iscritto, a pag.11 del bilancio di esercizio 2015, la somma di 2 milioni 197mila euro assegnata al comitato organizzatore per la promozione della candidatura di Roma olimpica, in base al decreto legge del governo Renzi su sport e periferie. Fermo restando che abbiamo il sacrosanto dovere di sapere come siano stati spesi, quelle somme sono ben lontane dalla paventata minaccia di danno erariale per 20 milioni di euro. La verità di dati e cifre, è più forte delle bugie e della propaganda di Lorsignori, in astinenza di potere, i quali nonostante la volontà popolare alle ultime comunali di Roma abbia espresso un netto NO alle olimpiadi degli sprechi e del cemento, continuano ad insistere ed a denigrare.

Elio Lannutti (Adusbef)