Istat: i dati del primo trimestre rivelano un'economia ancora fragile e lontana dalla ripresa

(Federconsumatori) - Ripartire dal lavoro e dalla redistribuzione dei redditi per dare la svolta necessaria.
 
Nel primo trimestre 2016 lo stato del sistema economico segna ancora delle importanti défaillances. 
I consumi sono fermi.
Cresce in maniera misurata (a nostro parere del tutto impercettibile) il reddito disponibile delle famiglie.
Il mercato del lavoro rallenta e, in ogni caso, risente in maniera determinante della drammatica caduta registrata in questi anni. Il livello della disoccupazione rimane su livelli allarmanti: 11,5%, per non parlare della disoccupazione giovanile, che si attesta al 36,9%.
È evidente, di fronte a questo andamento, che l'anello debole del sistema è il mercato del lavoro, che non offre garanzie, opportunità e prospettive ai giovani.
Da questo deriva la crisi della domanda interna che affligge la nostra economia: sui bilanci di genitori, nonni e parenti pesano, infatti, circa 450 Euro al mese per il mantenimento dei propri cari privi di occupazione.
Secondo uno studio dell'O.N.F. - Osservatorio Nazionale Federconsumatori, ipotizzando un tasso di disoccupazione al 6% (tasso ante-crisi, seppure ancora elevato), rispetto ad oggi la capacità di acquisto delle famiglie aumenterebbe di circa +40 miliardi di Euro l'anno.
"Ecco perché è il momento di intervenire con la massima urgenza per rimettere in moto gli investimenti necessari ad avviare un Piano Straordinario per il Lavoro. Se il sistema imprenditoriale non ha il coraggio necessario per farlo, è lo Stato che se ne deve fare carico stanziando risorse per lo sviluppo e la ricerca, per la modernizzazione e la realizzazione di infrastrutture, soprattutto al Sud, per la valorizzazione dell'offerta turistica, inestimabile risorsa per il nostro Paese." - dichiarano Rosario Trefiletti ed Elio Lannutti, Presidenti di federconsumatori e Adusbef.
Sono questi i passi fondamentali, imprescindibili per la ripresa del sistema economico e per proiettare nuovamente l'Italia verso una crescita reale e strutturale.