Inps: tra 7 giorni scade il commissario

 

IL CUI DECRETO DI NOMINA ASSEGNAVA 'GLI STESSI POTERI ATTRIBUITI  AL PRESIDENTE FINO ALLA NOMINA DEL NUOVO TITOLARE,NON OLTRE IL 30 SETTEMBRE 2014'

OLTRE GLI ANNUNCI, COSA FA IL GOVERNO PER RIPRISTINARE LEGALITA' E PIENA FUNZIONALITA' ALL'INPS?

     Il decreto legge 6 dicembre 2011, n. 201 detto "Salva Italia" che contiene anche la riforma delle pensioni Fornero- con gli incalcolabili danni inferti alla categoria degli 'esodati'-, ha disposto la soppressione dell'INPDAP e dell'ENPALS, trasferendo all'INPS le relative funzioni portando gli iscritti ai vari fondi gestiti dall'INPS al 95% dei lavoratori italiani.

   Dopo gli scandali che hanno travolto Antonio Mastrapasqua, costretto a dimettersi dalla carica di presidente Inps, il governo ha nominato a febbraio 2014 un commissario straordinario:  "Dal 12 febbraio 2014 il Prof. Vittorio Conti e' Commissario dell'Inps. Il Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali, Enrico Giovannini e il Ministro dell'Economia e delle Finanze, Fabrizio Saccomanni, hanno firmato il decreto di nomina del Commissario straordinario dell'Istituto nazionale di previdenza sociale (INPS), che attribuisce al Prof. Vittorio Conti l'incarico pro tempore. Il prof. Conti gestira' l'Inps, con i poteri attribuiti al Presidente, fino alla definizione del processo normativo per la revisione della governance degli enti previdenziali e assicurativi pubblici e alla nomina del nuovo titolare, non oltre il 30 settembre 2014".

   Fra 7 giorni, il 30 settembre 2014 il commissario  straordinario scade. Un grandissimo Istituto nazionale della previdenza sociale (INPS),  principale ente previdenziale italiano, presso cui debbono essere obbligatoriamente iscritti tutti i lavoratori dipendenti pubblici o privati e la maggior parte dei lavoratori autonomi, che non abbiano una propria cassa previdenziale autonoma, sottoposto alla vigilanza del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, puo' essere gestito da una sola persona ?

   Adusbef e Federconsumatori, ricordando che l'INPS  paga le pensioni e le altre prestazioni previdenziali con le imposte che derivano, per circa il 70% dai contributi obbligatori per le assicurazioni obbligatorie mediante l'applicazione di aliquote di scopo chiamate aliquota contributiva pensionistica di finanziamento (l'Agenzia delle Entrate classifica l'INPS tra gli enti impositori al pari di Comuni, Regioni ecc.) e, per il restante 30%, mediante trasferimenti da parte dello Stato direttamente dalla fiscalita' generale, hanno chiesto al Presidente del Consiglio Renzi ed al ministro del lavoro Poletti, il ripristino della legalita' e della piena funzionalita', che non puo' essere lasciata ad un uomo solo al comando ed al conseguente arbitrio.

     Poiche' la  gestione finanziaria dei vari fondi- hanno scritto Adusbef e Federconsumatori nella lettera-  e' quella del sistema pensionistico senza copertura patrimoniale del debito pensionistico latente associato ad uno schema pensionistico con formula a rendite definite per la determinazione delle prestazioni previdenziali, che contempla da parte dello Stato un costante monitoraggio della spesa pensionistica e a ricorrenti riforme previdenziali, al fine di garantire la sostenibilita' fiscale dei sistemi pensionistici obbligatori, la cui gestione finanziaria non avviene nel rispetto del principio della capitalizzazione integrale ma anzi che il patrimonio di previdenza e' inesistente, e' urgente ripristinare la collegialita' ad uno dei piu' grandi istituti europei, per non mettere a rischio il risparmio previdenziale.

    Adusbef e Federconsumatori, certe che la sensibilita' del governo su una tematica tra le piu' importanti per il futuro dei giovani, possa far uscire l'Inps dall'emergenza di un commissariamento  opaco e non proprio brillante, per ripristinare legalita' e collegialita' nelle delicate decisioni.

Roma, 23.9.2014