Industria: continuano a pervenire segnali di crisi.

E' ora di agire concretamente per il rilancio della domanda interna e la ripresa dell'occupazione.

La contrazione degli ordinativi e del fatturato dell'industria rappresentano l'ennesimo segnale di allarme sulla grave crisi in atto nel nostro Paese.

E' evidente che le misure adottate finora risultano ancora insufficienti a frenare il declino della domanda di mercato, in gran parte responsabile della contrazione sul piano produttivo.

Come registrato dall'O.N.F. - Osservatorio Nazionale Federconsumatori, nel biennio 2012-2013 i consumi sono diminuiti del -8,1%, pari ad oltre 58 miliardi di Euro in meno sul mercato.

Una tendenza solo in parte arginata dal bonus di 80 Euro in busta paga, che secondo le nostre stime potrebbe portare ad una lievissima ripresa della domanda interna dello 0,4%.

Un timido passo avanti, il cui impatto deve essere amplificato estendendo la platea del bonus anche a pensionati, incapienti e famiglie numerose: in tal modo, secondo le nostre stime, i benefici sulla della domanda di mercato potrebbero far segnare una risalita vicina al +0,8 / +0,9%.

Ma il nodo centrale su cui intervenire per imprimere una vera svolta all'intero sistema economico e' il lavoro.

"E' indispensabile agire con determinazione per restituire prospettive e futuro specialmente ai giovani, attraverso un piano straordinario per rilanciare l'occupazione che preveda una  ripresa degli investimenti per la ricerca e lo sviluppo tecnologico, nonche' lo stanziamento di risorse destinate a migliorare l'offerta turistica nel nostro Paese." - dichiarano Rosario Trefiletti ed Elio Lannutti, Presidenti di Federconsumatori e Adusbef.

Per finanziare tali operazioni, oltre a tagli a sprechi, privilegi e costi della politica, si deve ricorrere ad una maggiore tassazione sulle rendite finanziarie.

21 luglio, 2014