Incomprensibile ritardo nell'apertura delle nuove farmacie!

CTCU: La Provincia non dovrebbe essere in coda ad altre regioni bensì stimolare la concorrenza e non limitarla


(CTCU) - Una volta, grazie a una rigida normativa veniva garantito al cittadino un alto livello di approvvigionamento dei farmaci. Oggi invece la presenza di un eccesso di regolamentazione limita la concorrenza e ha come conseguenza quella di aumentare i costi, che vanno poi a carico dei cittadini! Ecco perché, sia a livello nazione e su insistenza delle associazioni dei consumatori si cerca, già da anni, di giungere a una liberalizzazione del mercato in questo specifico settore. Purtroppo il potere delle lobbies è troppo incisivo e ad oggi le liberalizzazioni, introdotte con la Riforma Monti del 2012 (L. 27 del 24.3.2012), sono ancora in una fase di stallo.

A ciò si aggiunge il fatto che in Alto Adige era prevista l'apertura di ben 28 nuove farmacie mentre la legge provinciale ha visto bene di ridurne il numero a 19 motivando tale decisione con il fatto che “il fabbisogno dei farmaci in Alto Adige è inferiore rispetto a tutto il resto d'Italia”.

E allora come la mettiamo per quel che riguarda la distribuzione dei farmaci sul nostro vasto territorio e i presidi sanitari ai quali gli anziani e le famiglie con bambini potrebbero rivolgersi?

Anche l'apertura delle 19 nuove farmacie richiede ancora incomprensibilmente tempi lunghi. In Piemonte, in Toscana, in Emilia Romagna e in Puglia le prime nuove farmacie sono già state aperte. Il CTCU ritiene l'apertura delle farmacie una priorità assoluta ed inoltre è giunta l'ora che la necessaria concorrenza possa essere utilizzata, seppur in maniera ridotta, anche a beneficio dei pazienti in Alto Adige.

Così il direttore del CTCU, Walther Andreaus : “Il sistema sanitario provinciale è da anni oggetto di un processo di riforma senza però riuscire a ridurre la pressione in termini di costi. Sarebbe quindi necessario utilizzare al massimo tutte le risorse presenti, diminuire i costi per ogni singolo paziente e migliorare i presidi e la qualità delle consulenze attraverso personale professionalmente formato e motivato. Il tentennamento a spese degli utenti dovrebbe avere una fine!”

Il Presidente della Provincia, in qualità di Presidente del Comitato Provinciale per la Tutela dei Consumatori, è invitato ad attivarsi in tal senso.