Fisco: italiani e Pmi versano oggi 51,6 mld di euro di tasse ad uno Stato predatorio

 Mentre governo e Pd, che consegnao gli italiani chiavi in mano grinfie banchieri, dalla nascita alla pensione, hanno il coraggio di festeggiare omettendo 124 mld di euro di nuovo debito.

 (Adusbef) - Come nel  gioco delle tre carte, quello più conosciuto anche da quanti disconoscono la prestidigitazione, utilizzato purtroppo  da tanti truffatori  i quali, con l'allettante scusa di una probabile vincita raggirano il pubblico perchè  è impossibile poter vincere, Governo e maggioranza, che hanno consegnato chiavi in mano gli italiani nelle grinfie dei banchieri, dalla nascita alla pensione, con l’ultima proposta truffaldina di rateizzare i contributi previdenziali già versati, per poter andare in pensione rendendoli ancor più schiavi di banche ed assicurazioni col prestito ventennale in cambio di salati interessi, oggi con le fila dei contribuenti agli sportelli postali e bancari per pagare 51,6 mld di euro ad un fisco vessatorio di uno Stato predatorio, il Pd, da tempo non più in sintonia con diritti ed interessi italiani, va in giro a festeggiare la riduzione fiscale.

Come nel gioco delle tre carte in una partita di giro o di raggiro, i partiti di maggioranza ed il presidente del Consiglio, vantano di aver ridotto le tasse festeggiando l’Imu Day, mentre omettono di informare che le politiche economiche hanno aggravato il macigno del debito pubblico sulle pelle di intere generazioni di giovani,  con la nuova impennata  arrivata a 2.230,8 mld, polverizzando così  il precedente record di 2.228 miliardi di euro del marzo 2016.

Sia il premier Renzi, che il ministro dell’Economia Padoan, dalla data del loro insediamento avevano promesso di ridurre il debito: “Nel 2018 questo incubo di questa montagna di debito che può attivare terribili regole di taglio della ghigliottina andrà finalmente via e credo che per la prospettiva dell’Italia questo sarà un risultato importante. L'”incubo” a cui faceva  riferimento Padoan è la zavorra del debito pubblico, che nell’estate 2014 ha toccato il massimo storico in termini assoluti (2.167,7 miliardi di euro) e quest’anno si attesterà al 132,5% del Pil. Ma dal prossimo inizierà a scendere: “Nel 2016 al 130,9% e poi al 123,4 nel 2018″. Per quanto riguarda l’indebitamento, “nel 2015 è previsto al 2,6, nel 2016 all’1,8%, nel 2017 all0 0,8%”, fino a ridursi a zero nel 2018. “Quindi nel 2018 rispetteremo la regola del debito (cioè l’azzeramento del rapporto deficit/Pil nominale previsto dal Fiscal compact, ndr)“, aveva promesso Padoan.

    Come mai Renzi, Padoan ed il Pd, che festeggiano oggi l’Imu Day, non informano che come nel gioco delle tre carte, a fronte di 10 mld di euro di taglio (pur utile) dell’Imu, hanno continuato ad aumentare il debito pubblico, in 26 mesi (da febbraio 2014 ad aprile 2016), con politiche  economiche protese a salvaguardare gli esclusivi interessi delle banche, alle quali hanno consegnato chiavi in mano gli italiani, di ben 123,688 miliardi di euro, il che equivale ad un ritmo frenetico di  1.833 euro al  secondo,  110mila euro al minuto,  6,6 milioni l’ora, 160 milioni di euro al giorno,  5 miliardi di euro al mese ?

    Ipotecare il futuro dell’Italia e di intere generazioni da parte del Governo in una partita di giro e di raggiro (consentito dalla cleptocrazia europea), che offre 80 euro al mese per poi richiederli ai più poveri in una unica soluzione, che abolisce l’Imu di 10 miliardi, per aumentare il debito di 123,688 miliardi di euro, al ritmo di 5 miliardi di euro al mese, è l’ennesimo scandalo censurato da mass media, la cui nota omertà fa scivolare l’Italia agli ultimi posti per la libertà di informazione.