Enel distribuzione cambia logo in E-Distribuzione

(Codici) - operazione ingannevole, valori del logo e caratteristiche societarie incoerenti
 
In linea con il restyling del logo Enel, e in risposta all’obbligo previsto dalla Deliberazione 296 di Giugno 2015 emanata dall’Autorità per l’energia elettrica e il gas e il sistema idrico, la società Enel Distribuzione, di proprietà Enel, cambierà logo in E-Distribuzione. Facendo propria la nuova identità visiva della società madre cercherà di acquisire i valori attribuiti al nuovo logo e ispirati a principi di  innovazione, sostenibilità e modernità.
 
Il restyling del logo E-Distribuzione si iscrive quindi nella strategia di più ampio respiro di rinnovamento della società madre denominata “Open Power” e ispirata a principi di flessibilità e dinamicità. Concetto di apertura teso a posizionare il gruppo come innovativo e sostenibile e diffondere il contenuto tecnologico delle sue attività.
 
L’ Amministratore delegato di Enel Francesco Starace in merito all’operazione di rinnovamento “Open Power” ha dichiarato: “ Il concetto di apertura ci posiziona come un gruppo che lavora per diffondere ed espandere il contenuto tecnologico delle sue attività, per garantire la sicurezza e migliorare i servizi a livello globale, Open Power richiede molto più che essere semplici generatori e distributori di energia elettrica”
 
Nulla di grave se non fosse che la società di distribuzione che vanta una presenza diffusa e capillare su tutto il territorio con 7.750 comuni, 1,1 milioni di Km di rete elettrica e 32 milioni di clienti connessi alla propria rete, ha decisamente poche caratteristiche “Open” e altrettanto poco di innovativo.
 
Nonostante tra gli obiettivi legati all’operazione vi siano quelli di fornire l’accesso all’energia a più persone permettendo loro di gestire l’energia stessa e dare nuove tecnologie al settore, non si può di certo dire che tali obiettivi siano stati raggiunti dalla società distributrice con la recente e obbligatoria sostituzione di tutti i contatori di età superiore ai 15 anni che comunque si prevede determinerà un incremento degli oneri per tutti i consumatori.
 
Allo stesso modo sembra alquanto incoerente l’applicazione del concetto “Open” a una società leader indiscussa del mercato che nei prossimi anni, con la sostituzione dei nuovi contatori rafforzerà sempre più la propria posizione dominante proprio in vista della chiusura del cosiddetto “Mercato Tutelato”, assegnando così al distributore una posizione che somiglia tanto a quella del monopolista e di certo ha decisamente pochi caratteri di apertura ed innovazione.