Debito pubblico: aumentato di 145,1 mld in 29 mesi di Governo Renzi 

al ritmo di 5 mld di Euro al mese, 168 milioni al giorno, 7 milioni l'ora, 116.00 euro al minuto, con aumento pro-capite tassa occulta di 2.360 euro e gravame di 37.500 euro abitante, 93.700 a famiglia. Nelle slide del governo e dela propaganda tv, questo record negativoche ipoteca il futuro non essere dimenticato.

(Adusbef) - A luglio 2016, dopo 29 mesi di governo Renzi-Padoan  insediato nel febbraio 2014, si registra una nuova impennata del debito pubblico,  arrivato a 2.252,2 mld, al ritmo di 5 miliardi di euro al mese,  168 milioni al giorno; 7 milioni di euro l’ora, 116.00 euro al secondo, con un aumento pro-capite di 2.360 euro di tassa occulta ed un gravame di 37.500 euro ad abitante, 93.700 euro a famiglia.
   Eppure sia il premier Renzi, che il ministro dell’Economia Padoan, dalla data del loro insediamento avevano promesso di ridurre il debito, ed anche pochi mesi fa, in occasione  della presentazione del Def: 
 “Nel 2018 questo incubo di questa montagna di debito che può attivare terribili regole di taglio della ghigliottina andrà finalmente via e credo che per la prospettiva dell’Italia questo sarà un risultato importante”, aveva detto il ministro dell’Economia Pier Carlo Padoan a margine del Documento di economia e finanza. L'”incubo” a cui fa riferimento Padoan è la zavorra del debito pubblico, che nell’estate 2014 ha toccato il massimo storico in termini assoluti (2.167,7 miliardi di euro) e quest’anno si attesterà al 132,5% del Pil. Ma dal prossimo inizierà a scendere: “Nel 2016 al 130,9% e poi al 123,4 nel 2018″. Per quanto riguarda l’indebitamento, “nel 2015 è previsto al 2,6, nel 2016 all’1,8%, nel 2017 all0 0,8%”, fino a ridursi a zero nel 2018. “Quindi nel 2018 rispetteremo la regola del debito (cioè l’azzeramento del rapporto deficit/Pil nominale previsto dal Fiscal compact, ndr)“, aveva promesso Padoan.
   Purtroppo il debito pubblico, per politiche economiche e monetarie sbagliate improntate alla recessione ed all’austerità, tutto proteso a salvaguardare banche e banchieri, come il paventato ultimo provvedimento sui pensionandi, che dopo aver versato 38/40 anni di contributi, verranno gettati nelle fauci delle banche e costretti ad indebitarsi con gli Istituti di credito per avere la meritata pensione, è cresciuto nei 29 mesi del governo Renzi, di 145,1  miliardi di euro, il che equivale ad oltre 5 miliardi di euro al mese, circa 168 milioni di euro al giorno,7 milioni all’ora, 116mila euro al minuto, 1.943 euro ogni secondo.
Quando il premier Renzi afferma che non permetterà di ipotecare il futuro dei giovani, rammenti che per far ripartire l’economia, occorre tagliare sprechi e sperperi pubblici; mettere in campo un piano straordinario per il lavoro vero (non con chiacchiere e propaganda con la Apple a Napoli);  su infrastrutture, ricerca, innovazione, rompendo soprattutto il tabù della vendita di oro e riserve (oltre 100 mld di euro), che non sono di Bankitalia, ma del popolo italiano. 
Elio Lannutti (Adusbef) – Rosario Trefiletti (Federconsumatori)