Ddl concorrenza: forti criticita' e regali alle solite lobbies

Si confermano le perplessita' ed i punti critici gia' emersi alla lettura del DDL Concorrenza.

Forti elementi di contrarieta', che abbiamo espresso oggi anche nel corso di un'audizione presso la X Commissione Industria alla Camera.

All'interno del provvedimento si nascondono, infatti, innumerevoli favori ai soliti noti: assicurazioni, banche, farmacie, gestori telefonici, monopoli elettrici, lobby degli uffici  legali di banche ed assicurazioni. Una vera e propria controriforma, che costituisce un passo indietro rispetto al decreto Bersani  con le famose "lenzuolate", restaurando oneri, balzelli e penali che erano stati abrogati ed introducendo norme che lasciano i cittadini in pasto alle pratiche commerciali scorrette delle aziende.

Nel dettaglio.

ASSICURAZIONI: i costi della scatola nera (tra l'altro a carico degli utenti), non saranno sufficienti ad ammortizzare le eventuali diminuzione di tariffe Rc auto le piu' care del mondo. La previsione di far riparare il veicolo danneggiato nelle carrozzerie convenzionate, crea un monopolio, abbassa la qualita' della riparazione e  diminuisce i livelli di sicurezza.

DANNO BIOLOGICO:  numerose sentenze di Cassazione hanno ribadito che, per la liquidazione del danno biologico, occorre fare riferimento alle Tabelle del Tribunale di Milano (gia' basse per i danni), che l'Ania ed il Governo vogliono dimezzare, cassando cosi' equi risarcimenti consolidati dal diritto sul danno alla salute.

ENERGIA E GAS: Con l' eliminazione, a partire dal 1° gennaio 2018, della disciplina transitoria delle tariffe, viene abrogato il mercato tutelato, quello le cui condizioni sono dettate dall' Autorita' dell' energia e del gas. Tutto il mercato viene esposto al libero arbitrio delle imprese, ma soprattutto elle loro pratiche commerciali scorrette e contratti truffa.

FARMACIE: aver sottratto al libero mercato i farmaci di fascia 'C', circa 4.000 (quelli maggiormente acquistati, come antinfiammatori, ansiolitici, anticoncezionali,ecc.) che con minori prezzi potrebbero essere acquistati nelle parafarmacie dove sono obbligatoriamente presenti 'farmacisti', significa aver regalato un giro di affari di almeno 3 miliardi di euro l'anno, danneggiando ogni famiglia di circa 42 euro l'anno.

PROFESSIONI: L'art. 26 stabilisce nuove regole per gli avvocati, che potranno creare societa' multidisciplinari nelle quali possono entrare anche soci di capitali non professionisti. Gli avvocati potranno anche certificare le transazioni riguardanti immobili ad uso non abitativo purche' il valore di detti immobili sia inferiore ai 100.000 euro, sottraendo queste certificazioni che possono essere fatte solo dai notai.

TELEFONIA:  la liberalizzazione Bersani del 2007, disponeva "la facolta' del contraente di recedere dal contratto o di trasferirlo presso altro operatore senza vincoli temporali o ritardi non giustificati da esigenze tecniche e senza spese non giustificate da costi dell'operatore". Ora si torna a parlare di insopportabili penali -nonostante le smentite- che, ancora peggio, vengono definite in maniera generica e pericolosa.

NOTAI:  Non abbiamo mai difeso i notai, anzi. Ma il DDL concorrenza, annunciato come una "sforbiciata" ai privilegi delle lobby, consegna il mercato immobiliare nelle mani di banche e assicurazioni, in tutta la filiera (compravendita, mutuo, assicurazione), eliminando le tutele per i cittadini, garantite dai notai, che non dimentichiamo essere pubblici ufficiali! La norma che consente l'ingresso di soci di capitale nelle societa' tra professionisti (art. 26, comma 1, lett. d) e quella  che estende a duecentoquarantamila avvocati (privi del titolo del concorso pubblico) attribuzioni della funzione pubblica, per autenticare vendite, donazioni e mutui (al momento di uso non abitativo e del valore catastale inferiore a 100000 euro) crea la legittimazione del progetto di grandi gruppi bancari per consentire  a banche ed  assicurazioni di spartirsi il mercato immobiliare, mettendo al servizio delle loro societa'-veicolo soci nominalmente professionisti, ma di fatto loro dipendenti, per stipulare tali contratti immobiliari.

3 giugno 2015