Costi della politica: il tribunale della Camera rigetta il ricorso del Codacons sulle spese del presidente Boldrini

I SOLDI PER IL SOGGIORNO IN HOTEL FURONO EFFETTIVAMENTE ANCITIPATI, MA DAL CAPO DEL CERIMONIALE CON I PROPRI FONDI PRIVATI

IL CODACONS INVITA I CITTADINI A CHIEDERE ALLA CAMERA UN CERIMONIERE PRIVATO CHE ANTICIPI I SOLDI PER LORO CONTO

Si chiude con un nulla di fatto il ricorso del Codacons sulle spese sostenute dal Presidente della Camera, Laura Boldrini, per un soggiorno privato in un hotel di Grottammare.

Il Consiglio di Giurisdizione della Camera, infatti, ha rigettato l'istanza con cui l'associazione chiedeva di accertare se il corrispettivo del pernottamento della Boldrini in albergo fosse stato anticipato dalla Camera e successivamente rimborsato dal Presidente stesso.

Dalla documentazione depositata nel procedimento, come sottolinea lo stesso Consiglio, e' emerso che effettivamente il costo del soggiorno e' stato si anticipato, ma dal Capo del Cerimoniale attraverso le proprie disponibilita' personali. Fatto che non costituisce alcuna violazione dei regolamenti. Lo stesso Consiglio di Giurisdizione - rispondendo alla domanda del Codacons circa l'esigenza di individuare la visita della Boldrini alla mostra di quadri del fratello come "missione di Stato" - fa presente come non sia possibile stabilire a priori se un'iniziativa assunta dalle cariche dello Stato abbia o meno natura istituzionale o di evento pubblico.

"Prendiamo atto della decisione del Consiglio e, nell'ottica della massima trasparenza che ha sempre mosso la nostra azione, ne diamo notizia alla collettivita' - afferma il Codacons - Al tempo stesso, pero', invitiamo i cittadini italiani a proporre domanda alla Camera per ottenere un Capo del cerimoniale "privato" che possa anticipare per loro conto spese di qualsivoglia natura, in modo da alleggerire la situazione economica disastrosa delle famiglie".

Infine l'associazione fa notare come, nella sentenza del Consiglio di Giurisdizione, il Presidente On. Alberto Losacco "prenda d'aceto", affermando testualmente:

"questo giudice ritiene a sua volta di non astenersi dal formulare l'auspicio che il ricorrente, per statuto vincolato a finalita' di tutela dei cittadini, voglia e sappia riservare altrettanto accanito impegno anche in riferimento a cause dotate di maggiore fondamento fattuale e giuridico".

Se il presidente Losacco si fosse preso la briga di controllare con un semplice "clic" su internet la nostra attivita' quotidiana, si sarebbe risparmiato queste inutili e offensive parole a danno dei consumatori - conclude il Codacons.

5 marzo 2015