Corruzione: a maglie larghe direttiva Mef anticorruzione

CHE PER SOCIETA' NON QUOTATE SI APPLICA, MENTRE SI INTERPRETA PER LE QUOTATE CONTROLLATE DAL TESORO,PER FAVORIRE, COME IN PASSATO MANAGER INDAGATI (GORNO TEMPINI CDP)? INDIGNATE ADUSBEF E FEDERCONSUMATORI,CHE HANNO CONVOCATO CON ALTRE ASSOCIAZIONI SIT-IN ANTICORRUZIONE 2 APRILE

     Secondo l'ultima indagine Ocse, la percezione della corruzione nelle istituzioni in Italia e' al 90%,al top dei Paesi sviluppati, seguita perfino da Grecia e Portogallo. Mentre nelle classifiche internazionali, l'Italia e' tra i primi posti per la diffusa corruzione, valutata circa 60 miliardi di euro l'anno (agli ultimi posti per la liberta' di informazione), la direttiva anticorruzione a maglie larghe del Mef, che dovrebbe applicarsi per le societa' non quotate controllate dal Tesoro, ma si interpreta per le grandi imprese quotate in Borsa, con la probabile finalita' di non nuocere ai manager indagati, potrebbe assestare l'ennesimo colpo alla credibilita' internazionale e alla stessa Autorita' Anticorruzione del dr. Raffaele Cantone.

  La direttiva: "Indirizzi per l'attuazione della normativa in materia di prevenzione della corruzione e di trasparenza nelle societa' controllate o partecipate dal Ministero dell' Economia e delle Finanze", sottoscritta in pompa magna da Anac e ministero dell' Economia (allegata in calce), mentre impone finalmente un codice di condotta agli amministratori delle societa' non quotate controllate direttamente dal Mef, quali  Enav, Rai, Anas, Invitalia, Eur Spa, Poligrafico dello Stato, Sogei, Consip,ecc., sembra escludere le grandi aziende quotate in borsa.

   Tra le grandi societa' quotate in borsa ci sono Eni, Enel e Finmeccanica, oggi guidate dagli Ad Claudio Descalzi, Francesco Starace e Mauro Moretti, mentre tra quelle che emettono obbligazioni, la Cassa Depositi e Prestiti, le Poste e le Ferrovie dello Stato, che a leggere la direttiva sembrano essere tutti esclusi dalla normativa anticorruzione, probabilmente (come e' gia' accaduto in passato con la deroga assunta per il direttore della Cdp Giovanni Gorno Tempini), per non decapitare i vertici, come Descalzi, indagato per tangenti in Nigeria, Moretti, rinviato a giudizio per la strage di ferroviaria di Viareggio, Gorno Tempini indagato dalla Procura di Trani per i derivati tossici di Banca Intesa.

    C'e' ancora tempo, visto che la direttiva sara' pubblicata on line per una consultazione di 15 giorni, recuperando queste deroghe inaccettabili (che potrebbero anche essere suscettibili di impugnativa), rispetto ad un paese divorato dalla corruzione con il testo definitivo, che deve avere analoghi requisiti sia per le non quotate che per le societa' quotate e quelle che emettono titoli, riparando cosi' un errore recidivo (come per Gorno Tempini) per la stessa credibilita' delle istituzioni e di una normativa, che deve avere analogo valore verso tutti, senza eccezione per gli 'amici degli amici'.

Adusbef e Federconsumatori, che parteciperanno il 2 aprile 2015 ad un sit-in a Roma davanti Montecitorio, con tutte altre associazioni dei consumatori del CNCU (Consiglio Nazionale Consumatori Utenti) per richiamare l'attenzione sulla corruzione diffusa che ha spolpato l'Italia e massacrato i cittadini onesti, chiedono di riparare una deroga intollerabile, l'ennesima furbata all'italiana per tutelare l'oligarchia cleptocratica responsabile di gravissime malefatte.

Roma, 26.3.2015