Consumi: un accenno di ripresa, ancora troppo flebile

E' questo il momento che il Governo deve cogliere per avviare una nuova fase di crescita.

(Federconsumatori - Adusbef) - L'Istat annuncia oggi come i consumi delle famiglie nel 2015 siano saliti del +0,4%.  Si arresta il calo del consumo di carne, sceso in maniera allarmante negli anni precedenti.
"Timidi segnali di ripresa" dice l'Istituto di Statistica. Esattamente ciò che ripetiamo da tempo.
"È evidente, però, che si tratta di una crescita moderata, del tutto insufficiente rispetto alla decisa contrazione che il mercato ha subito in questi anni." - dichiarano Rosario Trefiletti ed Elio Lannutti. 
Basti pensare che dal 2008 ad oggi persino i consumi relativi a settori vitali come quelli dell’alimentazione e della salute hanno subito flessioni allarmanti, rispettivamente del -11% e del -28,8%.
Per innescare una vera ripresa, dopo una contrazione simile, è necessario dare una forte scossa all'intero sistema economico. Una scossa che deve partire da una decisa ripresa della domanda interna.
Per questo è urgente avviare un Piano Straordinario per rimettere in moto il mercato del Lavoro, creando nuovi redditi e dando un futuro a giovani e meno giovani disoccupati, costretti da troppo tempo a rinunce e umiliazioni.
È questo il momento che il Governo deve cogliere per stanziare risorse da destinare a investimenti per lo sviluppo e la ricerca; modernizzazione e realizzazione di opere e infrastrutture; avvio di un programma dettagliato per la valorizzazione e la qualificazione dell'offerta turistica nel nostro Paese.
Operazioni vitali, di cui si deve fare carico il Governo, vista l'assenza di iniziativa e di coraggio da parte del mondo imprenditoriale.
I cittadini ed il Paese intero aspettano, ormai da troppo tempo, una vera svolta. Non dimentichiamo che la redistribuzione dei redditi attraverso la creazione di nuovi posti di lavoro avrà effetti positivi non solo direttamente su chi avrà a disposizione un reddito da lavoro, ma anche sulle famiglie in termini generali, dal momento che sono loro, oggi, le uniche, reali forme di welfare (dal momento che sostengono figli e nipoti disoccupati con una spesa di circa 450 Euro al mese).