BCE: contrazione prestiti, dimostra totale fallimento

FINANZIAMENTI AGEVOLATI TASSO 0,15%,USATI DA BANCHE PER IMBOTTIRSI DI 416,5 MDI EURO TITOLI DI STATO. BANCHE BCE COME I DUE COMPARI

    I dati odierni diffusi da Bankitalia sulla contrazione dei prestiti bancari al settore privato, scesi dell'1,8% annuo, rispetto al -1,6% di dicembre, mentre per le imprese l'andamento e' peggiorato dal -2,3 al -2,8%, con l'aumento delle consistenze dei titoli di Stato italiani, aumentate a 416,5 miliardi dai circa 400 miliardi di fine dicembre, dimostrano il piu' totale fallimento delle politiche Bce, che hanno regalato 129,8 miliardi di euro,  a tassi super-agevolati dello 0,15%, nell'ambito del nuovo piano di maxi finanziamenti (Tltro) avviato nel  settembre 2014  finalizzati, teoricamente a rilanciare il credito all'economia reale, con l'unica finalita' di ingrassare i bilanci delle banche.

   Adusbef e Federconsumatori, cominciano a sospettare perfino la malafede, se non un vero e proprio raggiro della pubblica fede da parte della Bce, che mentre fa credere, come all'annuncio ufficiale del 5 giugno scorso, che quelle aste erano "finalizzate a migliorare l'erogazione di prestiti bancari a favore del settore privato non finanziario dell'area dell'euro", con le due successive aste Tltro della Bce (a meta' dicembre per 130 miliardi, la prima per poco piu' di 80 miliardi), al tasso dello 0,15%, di erogare quei denari alle banche, per farli impiegare nell'economia reale, nella realta' finanzia surrettiziamente il sistema bancario per far investire quelle risorse in titoli di Stato.

   Centinaia di miliardi di euro, regalati dalla Bce tramite le aste Tltro, per far ripartire l'economia italiana, ma trattenute dalle banche per investire nei piu' tranquilli e remunerativi titoli di Stato, ricordano la storia dei DUE COMPARI, raccontata 60 anni fa da un film diretto da Carlo Borghesio, con Giovanni Bellini (Aldo Fabrizi) che sbarca il lunario facendo il venditore ambulante di penne nelle piazze di Roma, con la complicita' del 'compare' Francesco Esposito, detto Ciccillo (Peppino De Filippo),per piazzare le penne vendute come vere,mentre in realta' sono false e non funzionano.

   Per aiutare il paese ad uscire dalla recessione, oltre a trasferire soldi alle imprese ed alle famiglie a tassi ragionevoli e non da 'strozzo', come quelli praticati dalle banche italiane (basta vedere i tassi soglia pubblicati sul sito Bankitalia in base alla legge antiusura), che sono tra i piu' elevati dell'area euro in tutte le tipologie di finanziamento, occorrono sanzioni adeguate ed investimenti  con i risparmi sugli interessi del debito pubblico, in ricerca, tecnologia, innovazione.

Infine la meritorieta' del credito, che a giudicare dalle sofferenze e' da ascrivere al 50%  di affidamenti clientelari, deve essere sottratta da quei parametri centralizzati delle banche, che non guardano ai progetti del territorio, ne' alla valutazione dell'affidabilita' dei richiedenti, ma soltanto a numeri statistici basati sugli stessi algoritmi i quali, promuovendo la finanza tossica ed i derivati, hanno distrutto economia reale e  fiorenti attivita' imprenditoriali.

Roma,10.3.2015