Bce: Bankitalia vigili sui prestiti Bce al tasso dello 0,25%

 

CHE DEVONO ANDARE ALLE IMPRESE E POSSONO CALMIERARE GLI ELEVATISSIMI TASSI, EVITANDO LA CONSUETA SPECULAZIONE DELLE BANCHE.

 Adusbef e Federconsumatori, memori della finalita' impropria dei passati prestiti Ltro Bce a tassi agevolati, utilizzati dalle banche italiane per tappare buchi di bilancio anche mediante acquisto dei titoli di Stato a prezzi  vili (alcuni Btp che oggi quotano 120, furono acquistati dalle banche ad 80, conseguendo cosi' ingenti guadagni), a fronte della prima tranche di prestiti Tltro di 82,6 miliardi al tasso dello 0,25% aggiudicati da 255 banche, tra le quali le italiane Mps ed Unicredit, chiedono che Bankitalia attivi una rigorosa vigilanza sulla reale destinazione di questa vera e propria manna piovuta da Francoforte, soprattutto sulla funzione calmieratrice sui tassi.

   Mps, che ha chiesto ed ottenuto 3 miliardi di euro alla prima asta Tltro ( Targeted long term refinancing operation, ossia rifinanziamento mirata a lungo termine) di prestiti a tasso agevolato della Bce alle banche,  ed Unicredit, che al primo round ha ottenuto 7,75 miliardi, devono utilizzare quelle somme per concedere prestiti a famiglie ed imprese a tassi ragionevoli, non agli attuali tra i piu' elevati d'Europa.

   Se le banche e soprattutto la vigilanza di Bankitalia faranno la loro parte, anche per calmierare gli elevati tassi di interesse che arrivano a superare il 20% per alcune tipologie di prestiti senza essere considerati usura, si riusciranno  a realizzare strumenti di finanziamento a favore delle imprese e delle famiglie e per stimolare nuove condizioni di crescita e  sviluppo facendo ripartire l'economia, essendo intollerabile finanziarsi al tasso dello 0,25% e prestare per i mutui al 4,42%, per i prestiti personali al 7,56%, pretendendo il 14,25  sugli scoperti di conto.

   I tassi sui mutui pari in Italia al 4,42% contro una media Ue di 2,99%, comportano oneri impropri  di 29.160 euro su ogni famiglia che contrae un mutuo trentennale di 100.000 euro, un pesante fardello specie sui giovani che superano le forche caudine e le innumerevoli garanzie oltre all'ipoteca, pretesi dalle banche.

Elio Lannutti (Adusbef) - Rosario Trefiletti (Federconsumatori)

18 settembre