Bankitalia: Adusbef ha depositato esposti denunce alle procure

BANKITALIA: ADUSBEF, DOPO AVER SEGNALATO GRAVE RISCHIO PER I SOCI COOP CHE SOTTOSCRIVONO IL PRESTITO SOCIALE ED AVER RICEVUTO RISPOSTE BLANDE,HA DEPOSITATO ESPOSTI DENUNCE ALLE PROCURE

   L'ultimo crack del 27 ottobre 2014, che ha travolto la cooperativa operaia di Trieste, Istria e Friuli, con un buco di 130 milioni di euro che ha bruciato i risparmi di 17.000 soci ed il futuro lavorativo di 600 dipendenti,  replica alla bancarotta della Coopcostruttori di Argenta, quantificata dalla Procura in oltre un miliardo di euro, che aveva coinvolto circa 10.000 famiglie tra soci, lavoratori, investitori, ripropone  l'allarme sul finanziamento delle coop attraverso i prestiti sociali, la gestione del risparmio in deroga al Testo Unico Bancario, il ruolo della vigilanza di Bankitalia.

   Adusbef il 28 ottobre 2013, a seguito di alcune inchieste giornalistiche ( in particolare di Giorgio Meletti ,Il Fatto Quotidiano del 9 ottobre 2013 dal titolo: 'Coop, gli oligarchi rossi che giocano in Borsa con i soldi dei soci'),  aveva inviato un esposto a Bankitalia, Bce, Ministero del Lavoro, chiedendo di intervenire per evitare che le cooperative, trasformate in banche d'affari che raccolgono risparmio - pur non essendo sottoposte ad alcuna vigilanza - e si lanciano in rischiose operazioni finanziarie e chiudono i bilanci in perdita, dopo aver messo a rischio il denaro raccolto investendo su Unipol, Monte dei Paschi ed aver partecipato al tentativo di salvare la Fonsai di Ligresti.

  Il bubbone del "prestito sociale", 11 miliardi di euro di risparmi che il sistema delle Coop raccoglie come una banca senza esserlo, mette al centro la responsabilita' di Consob e Bankitalia, che hanno il dovere istituzionale di verificare come vengono utilizzati i denari raccolti dai risparmiatori e possono essere chiamate a rispondere per omessa vigilanza.

La risposta data lo scorso gennaio all' Adusbef, che aveva sollevato il problema dei supermercati Coop dove si era sviluppata una "banca clandestina alla luce del sole", sottolineava che non tocca alla Banca d' Italia vigilare sulle cooperative, ma rendeva noto che: "questo Istituto ha assunto le iniziative reputate doverose". Poiche' non e' dato sapere che cosa esattamente sia stato segnalato e a chi dalla Banca d'Italia, a seguito del fallimento della Coop Operaie di Trieste chiesto il  27 ottobre 2014, esattamente un anno dopo la segnalazione dell' Adusbef, con  17 mila risparmiatori che potevano essere salvaguardati con l'ordinaria diligenza, da un  "esercizio abusivo dell' attivita' di raccolta del risparmio tra il pubblico", come lo definisce precisamente la Banca d' Italia, reato che si commette senza bisogno di fare bancarotta o perdere i soldi dei risparmiatori, Adusbef ha depositato doverosi esposti penali, chiedendo alla Procura di Roma di accertare tutte le responsabilita'.

Roma, 18.12.2014