Banche: un'azienda portata ingiustamente al fallimento, riesce a far condannare una banca (BNL) a restituire 7 milioni di euro per anatocismo (interessi su interessi)

Adusbef invita le aziende vessate a rialzare la testa 

La vicenda della Nuova Adelchi S.P.A., dichiarata fallita con sentenza n. 52 del 2014, e' tutt'altro che finita! Con la sentenza n. 4353 del 2014 del 17 novembre 2014, il Tribunale civile di Lecce, nella persona del giudice togato Dott. Annafrancesca Capone, ha accolto la domanda avanzata nel novembre del 2009 da due societa' salentine associate all'ADUSBEF (Associazione Degli Utenti Servizi Bancari E Finanziari), la Nuova Adelchi S.p.a. e Calzaturificio Adelchi, entrambe difese dall'avv. Antonio Tanza (Vicepresidente Nazionale della nota associazione di consumatori), con la quale citavano in giudizio Banca Nazionale del Lavoro s.p.a. (agenzia di Lecce)  al fine di accertare e dichiarare l'invalidita' a titolo di nullita' parziale del contratto di apertura di credito utilizzato con scoperto in conto corrente, particolarmente in relazione alle clausole di determinazione e di applicazione degli interessi ultralegali, di determinazione ed applicazione dell'interesse anatocistico con capitalizzazione trimestrale, all'applicazione della provvigione di massimo scoperto, degli interessi per giorni valuta, dei costi, delle competenze e remunerazioni a qualsiasi titolo pretese, il tutto come documentato nella perizia econometrica redatta dai commercialisti dell'ADUSBEF.

La banca si costituiva in giudizio non solo opponendosi  alle richieste di accertamento del presunto credito delle societa', ma avanzando la pretesa di di condanna delle ex clienti per  un credito di € 8.095.420,38, oltre interessi dal 14/01/2010.

Il Tribunale, con la sentenza del 17 novembre 2014, ha, invece,  accolto le ragioni delle due societa', condannando la BNL  al pagamento della somma di  € 6.271.614,12, oltre interessi al saggio legale dal 30 ottobre 2009 (ovvero € 6.829.100,48), in favore della Nuova Adelchi S.P.A. e di € 415.460,35, oltre interessi al saggio legale dal 30 ottobre 2009 (ovvero € 452.390,79).

Concludendo, di fronte ad una richiesta della banca di condanna delle clienti al pagamento di € 8.095.420,38, la causa si e' conclusa al contrario con la condanna della stessa banca al pagamento di € 7.281.491,27, con una forbice di 15.376.911,65 in favore delle clienti.

Il risultato  si e' ottenuto con il ricalcolo delle indebite competenze bancarie avvenute in uno spazio di tempo che va dal 1982 al 2009. 

Questa sentenza rappresenta un'ancora di salvezza per tutti quegli imprenditori in crisi (che oggi sono, purtroppo, tanti) che conservano ancora gli estratti conto, e che non sanno di avere tra le mani un tesoro, o meglio,  la loro possibilita' di svolta, recuperando il maltolto, grazie al lavoro delle associazioni di consumatori, riconosciute a livello nazionale dal Ministero delle Attivita' Produttive e facenti parte del CNCU (di cui l'avv. Antonio Tanza e' anche Consigliere).

ADUSBEF invita gli imprenditori vessati ed usurati a rialzare la testa, ribellandosi al potere smisurato di banche e banchieri che hanno praticato per decenni, usi, abusi ed ordinari soprusi a danno della clientela, con il concorso del distratto controllore, quella Banca d'Italia che ha difeso la stabilita' del sistema bancario, con risultati fallimentari (come risulta dai recenti stress test Bce), invece di trasparenza, concorrenza e legalita' nei rapporti contrattuali.

Elio Lannutti- Antonio Tanza (Adusbef)

Roma,18 novembre 2014

Sentenza Nuova Adelchi c BNL