Banca Marche: indomani indagine  Ue per aiuti di stato alla Tercas, i mandarini di palazzo ripetono lo stesso schema

PER SOSTENERE COL FONDO INTERBANCARIO TUTELA DEPOSITI  FONSPA.

   Ieri la Commissione Ue, ritenendo che l'intervento del Fondo Interbancario di Tutela dei Depositi verso la Banca Tercas potrebbe essere aiuto di Stato, ha aperto una indagine per verificare se le misure pubbliche adottate rispettino le regole che hanno lo scopo di minimizzare i rischi di distorsione della concorrenza. 

   Lo schema di garanzia dei depositi e' obbligatorio in base alle norme Ue per assicurare che i depositi coperti siano pagabili quando una banca viene liquidata ed esce dal mercato, nel qual caso non ci sono aiuti di Stato. Ma quando uno schema obbligatorio interviene al di la' di questa sua funzione, per garantire il sostegno alle banche in fallimento, e' probabile che il sostegno sia stato dato attraverso risorse statali e potrebbe procurare alla banca beneficiaria un vantaggio anticoncorrenziale sui suoi competitors.

   Oggi, il Fidt, Fondo Interbancario di Tutela dei Depositi, ha reso note le modalita' dell'intervento a supporto del progetto di risanamento di Banca Marche presentato da Fonspa, approvato dalla Banca d'Italia il 3 dicembre 2014,  che  prefigura la garanzia per 800 milioni su parte dei crediti deteriorati che entreranno a far parte di una societa' veicolo di cartolarizzazione (la 'bad bank'), ed eventuale partecipazione fino a 100 milioni di euro all'aumento di capitale della banca risanata.

   Le banche in crisi, come banca delle Marche, Carige, Mps, Banco Popolare dell'Etruria, ed altre 15 attualmente commissariate, rappresentano la prova provata del piu' totale fallimento della vigilanza di Bankitalia, che non interviene in tempo per evitare  crisi e dissesti addossati a consumatori ed utenti dei servizi bancari, finanziatori di prima istanza del Fidt,con gli elevati costi dei servizi bancari e le salate commissioni. 

Elio Lannutti (Presidente Adusbef)

28 febbraio 2014