Bail-in: correntisti e risparmiatori, molto preoccupati dei loro soldi in banca, assaltano telefoni e sportelli di Adusbef Federconsumatori

(Adusbef-Federconsumatori) - In queste ultime ore stanno crescendo angoscia e preoccupazione di tantissimi cittadini che chiedono, al telefono ed agli sportelli di Adusbef e Federconsumatori, notizie dei loro soldi in banca i cui risparmi, solo oggi i banchieri Abi, Bankitalia e rappresentanti del Governo, hanno scoperto sono tutelati dall'articolo 47 della Costituzione Italiana, dopo che questi dilettanti allo sbaraglio,  hanno accettato supinamente, rinunciando a qualsiasi negoziato minimale sul popolo delle formichine, i diktat europei sull’esproprio criminale del risparmio, denominato bail in.   Non sono solo i clienti del Monte dei Paschi di Siena a chiedere notizie e rassicurazioni, ossia quei correntisti ai quali la banca ha appioppato  bond subordinati per 5 miliardi di euro, venduti nella stragrande maggioranza e per quasi il 65% ad oltre 60.000 piccoli risparmiatori e famiglie, con tagli a partire da 1.000 euro, piazzati direttamente agli sportelli per finanziare l’avventura di Antonveneta, dei quali 2,1 miliardi di euro in scadenza nel maggio 2018, ad altissimo rischio e basso rendimento, come dimostra  la cedola dell'obbligazione da 2,16 miliardi pari al 2,31% lordo.
   Sono correntisti e risparmiatori molto preoccupati delle banche più svariate, dai colossi con i piedi d’argilla come Unicredit e  Banca Intesa, alle piccole casse rurali che chiamano da mezza Italia, alcuni dalle località di vacanza,  che ci chiedono di intervenire – cosa che facciamo tutti i giorni- sul Governo affinché faccia sentire la sua voce in Europa e che deplorano i comportamenti collusivi di Consob – che ha consentito di vendere di tutto e di più agli sportelli- e della Banca d’Italia, che ha sempre rassicurato sulla stabilità di un sistema bancario pieno di buchi e di sofferenze, arrivate proprio oggi alla soglia record di 200 miliardi di euro.
   Lo stillicidio continuo sulla stabilità delle banche italiane, rilanciate nei Tg e dai mass media, sono fonte di grandissima preoccupazione per coloro che hanno risparmiato qualche euro depositato in banca, rinunciando a piccole soddisfazioni per future necessità di vecchiaia o di aiuto a figli o nipoti precari o disoccupati, che chiedono alle istituzioni di non giocare più sulla loro pelle e di intervenire nei vertici internazionali, per difendere sacrifici e rinunce delle famiglie formichine, che non possono più subire passivamente, l’esproprio criminale dei loro sudati risparmi. 
   Ai telefoni ed agli sportelli (ma molti che ci telefonano, ripetono di essere appena usciti dalla loro banca per chiedere notizie ai consulenti che non li rassicurano per nulla), cerchiamo di tranquillizzare i depositanti, ripetendo che in caso di malaugurato bail-in, che Governo ed Autorità hanno il dovere di evitare, rischiano i depositanti con somme superiori a 100.000 euro e le obbligazioni subordinate, che secondo una riservata al direttorio di Bankitalia, al 31 ottobre 2015, erano pari a 67 miliardi di euro in circolazione, delle quali il 46,1%, ossia 32 miliardi di euro, erano state collocate e si trovavano ancora nei portafogli e nelle custodie titoli della famiglie.
   Adusbef e Federconsumatori chiedono quindi al Governo di accelerare i negoziati per trovare urgenti soluzioni alla questione drammatica di risparmiatori, correntisti e lavoratori del Monte dei Paschi di Siena, che vivono ore di angoscia, con l’unica strada percorribile dell’intervento del Mef nel capitale, la nazionalizzazione del MPS, che metterebbe 60.000 famiglie in possesso di bond subordinati ed i correntisti al riparo dal bail-in, con la contestuale nazionalizzazione di Bankitalia, accompagnata da un’azione di responsabilità verso l’intero direttorio, per riparare la sua totale assenza nella delicata funzione di vigilanza.