Ape: un buon regalo alle banche, un pessimo servizio ai cittadini, condannati al debito a vita

(Adusbef) - Il governo Renzi, continua ad emanare molteplici provvedimenti a favore dei banchieri, con l'evidente finalità di consegnare il destino degli italiani, già ipotecati da vite a rate per la perdita del potere di acquisto e chiavi in mano dalla culla alla tomba, nelle grinfie degli istituti di credito e delle compagnie di assicurazioni.

L'anticipo pensionistico (Ape), che prevede la concessione di forme creditizie per 43 mesi di anticipo, nasconde l'ennesimo e generoso regalo a banche ed assicurazioni, con onerosi costi assicurativi per i richiedenti e ricchi introiti per le banche che non rischiano alcunchè.

Ipotizzando un tasso di interesse del 3%, per una pensione da 1.000 euro al mese (con 3 anni e 7 mesi di anticipo) , occorre pagare una rata di circa 200 euro al mese per 20 anni; per una pensione di 2.500 euro al mese, l’utilizzo dell’APE significa una decurtazione del 20% circa della pensione, con una rata di circa 500 al mese.

Il governo facendo felici gli istituti di credito, alla ricerca di nuove terre vergini da esplorare- come profetizzava Zigmunt Bauman, il sociologo della società liquida- offre un buon regalo alle banche, i cui interessi non coincidono mai con quelli dei cittadini, un pessimo servizio ai cittadini che vanno ad allungare l’esercito di debitori cronici.

Adusbef, ritenendo inaccettabile che la vita degli italiani, dalla culla alla tomba e 'chiavi in mano', possa finire nelle grinfie dei banchieri, critica una scelta sbagliata per tanti cittadini condannati, dopo una vita di lavoro a rinunciare ad un quinto della propria pensione, per risparmiarsi fino a 3 anni e 7 mesi di lavoro.

 Elio Lannutti (Adusbef)