Anatocismo: dopo la bocciatura del governo, restano solo Abi e Bankitalia

 

Ultimi giapponesi, a difendere norma usuraria truffaldina strangola famiglie e imprese.

I responsabili di Bankitalia che difendono illegalita' devono essere cacciati a calci.

   La Banca d'Italia ha perso l'ennesima occasione per dimostrare equidistanza dalle banche socie, la cui concertazione per praticare l'illegalita' diffusa a danno di garanzie costituzionali e dei diritti collettivi di consumatori, famiglie e Domi strangolati da alti tassi di interessi, costi eccessivi e  norme capestro confezionate ad uso e consumo dei banchieri, deve cominciare a destare allarme e preoccupazione per tutti coloro che hanno a cuore il rispetto della legalita' in uno Stato di diritto.

   "Qualsiasi paese che non abbia una legislazione islamica accetta l'applicazione degli interessi composti, nessuna economia di mercato puo' funzionare senza questo meccanismo"- aveva affermato Giorgio Gobbi del servizio stabilita' finanziaria di Banca d'italia in un'audizione al Senato, sulla conversione in legge del decreto competitivita', che all'articolo 31 prevede la reintroduzione del cosiddetto anatocismo bancario.

    "Anche abolendo formalmente l'interesse sugli interessi-  aveva proseguito lo spericolato Gobbi, quinta colonna dell'Abi-  lo avremmo sotto altra forma, per esempio sui titoli di stato e sul finanziamento presso la banca centrale".   "Anche i  Bot hanno interessi composti, con  banche italiane  che operando in un mercato unico europeo, soggette a regole uguali in tutta l'area euro"- aveva rilanciato Giovanni Sabatini, direttore Abi-  insistendo sulla  reintroduzione dell'anatocismo, norma confezionata ad hoc introdotta da ignoti nel decreto  crescita- entrambi sfidando il senso del ridicolo, visto che lo Stato non applica l'interesse composto su Bot ed altri titoli di Stato.

     Adusbef e Federconsumatori, che avevano prestato fede ad alcune dichiarazioni politiche di esponenti importanti della maggioranza di Governo, in primis il presidente della Commissione Bilancio della Camera on.le Francesco Boccia, che aveva garantito di voler cassare quella norma capestro che esiste solo in Italia, sono liete  che l'emendamento inserito all'insaputa del ministro dello Sviluppo Economico Federica  Guidi e dei dirigenti  dell'Economia, ma di chiara paternita' di  Bankitalia ed Abi,  stia per essere rimossa dal decreto, dopo l'intervento del Vice Ministro dell'Economia Morando che ha aggiunto alle evidenti lesioni per utenti, Pmi, famiglie,  "danni difficili da quantificare" anche per gli enti locali, quindi  per lo Stato.

   Ma  dopo che il contestatissimo articolo 31 del decreto crescita, in cui una "manina" non identificata ha inserito la reintroduzione nell'ordinamento dell'odiato "anatocismo", l'aggravante usuraria dei prestiti bancari, i quali - anche secondo il viceministro Morando- potrebbero produrre ulteriori oneri per gli enti locali convenzionati con istituti bancari per il servizio di tesoreria, quali Regioni, Comuni e Province che si appoggiano a una banca, non e' arrivato il momento di destituire quei dirigenti di Bankitalia, che invece di apparire equidistanti sono asserviti agli esclusivi  interessi spesso loschi delle banche ?

   Adusbef e Federconsumatori, auspicando che la norma 'anatocistica usuraria' cancellata da 20 anni di sentenze di Cassazione e Corte Costituzionale, sia finalmente bandita dall'ordinamento italiano, confidano che un minimo di autocritica e senso  della legalita' in uno Stato di diritto, porti a rimuovere immediatamente dirigenti di Bankitalia, platealmente asserviti ai banchieri.

 Elio Lannutti (Adusbef) - Rosario Trefiletti (Federconsumatori)

Roma, 17 luglio 2014