Abi: spacciate per 'stretta alla governance'

 

LE NORME PIU' SEMPLICI DEL CODICE PENALE

   Dopo le dimissioni dell'ex Presidente dell'Abi Giuseppe Mussari nel gennaio 2013, finito sotto processo per lo scandalo del Monte dei Paschi di Siena, il caso Ubi-Banca con il nome di un altro vicepresidente dell'associazione, Emilio Zanetti, ex presidente Ubi  e numero uno dell'Associazione Nazionale fra le Banche popolari; l'arresto ai domiciliari per l'altro vice-presidente Abi Giovanni Berneschi, accusato per gravissimi reati dalla Procura di Genova e la pelosa difesa d'ufficio di Giuseppe Guzzetti ed Antonio Patuelli, Adusbef che aveva suggerito di cambiare la denominazione sociale in ABI (Associazione Banchieri Incriminati), apprende che l'associazione dei banchieri  avrebbe avviato 'una stretta sulla governance'.

   Tale 'decisa stretta sulla governance in casa Abi', arrivata oggi dopo gli scandali degli ultimi anni che avrebbe indotto l'associazione a rivedere il proprio statuto,  dando un giro di vite alle norme sull'onorabilita' dei propri componenti, ed approvate dal comitato esecutivo, prevedono  'l'automatica sospensione dagli incarichi in caso di provvedimenti alla liberta' personale o l'impossibilita' di continuare ad essere presidente Abi per chi decadesse dai propri ruoli di comando nella banca da cui proviene'.

   Queste semplici norme del codice penale, che imporrebbero la decadenza automatica dagli incarichi quando si viene accusati di gravi reati, quindi  arrestati, sono spacciati dall'Abi e da Patuelli come 'stretta alla governance', forse in attesa di nuove eventuali  retate giudiziarie dopo il caso di Giovanni Berneschi, il vice presidente sia dell'Associazione Bancaria Italiana (Abi) che dall'Associazione di Fondazioni e Casse di risparmio (Acri) che, in quanto ex presidente di Banca Carige,venne  arrestato nei mesi scorsi per truffa ai danni dell'istituto genovese e risulta ancora ai domiciliari.

   Questi signori banchieri, che  si spalleggiano a vicenda senza che nessuno pensa di chiedere un passo indietro ai rappresentanti delle lobby piu' potenti della categoria, con il presidente dell'Abi, Antonio Patuelli, che in merito all'arresto di Berneschi nel maggio scorso si giustificava affermando che non esiste alcuna dimissione dalla carica Abi  "perche' non c'e' una sentenza", ricorda molto da vicino la vicenda di Mussari, che venne rinnovato alla presidenza dell'Abi, nonostante ci fossero indagini in corso a suo carico per la sciagurata gestione del MPS.

    Berneschi non e' l'unico banchiere ad avere guai giudiziari, essendo tra gli indagati dai pm bergamaschi per il caso Ubi Banca anche il presidente del consiglio di sorveglianza di Intesa, Giovanni Bazoli,  che continua a conservare il ruolo di consigliere e membro del comitato esecutivo dell'Abi, oltre alla poltrona di presidente di Intesa SanPaolo con la benedizione dell'azionista Giuseppe Guzzetti ,inossidabile gran capo da decenni della Fondazione Cariplo oltre che dell'Acri, assieme ad Alessandro Profumo, membro del comitato esecutivo Abi, accusato di frode fiscale con il processo penale che inizia il 1 ottobre prossimo.

Roma, 17.9.2014