Cina: imprese da Alibaba, Sequi "promuoviamo prodotti italiani" - VIDEO

Cina: imprese da Alibaba, Sequi "promuoviamo prodotti italiani" - VIDEO
 Alibaba

Hangzhou (Cina) - Alibaba, il colosso mondiale dell'e-commerce, apre le porte alle istituzioni e agli imprenditori italiani in Cina. Il gruppo fondato da Jack Ma nel 1999 punta a espandere nei prossimi cinque anni il volume di prodotti stranieri venduti sulle sue piattaforme: in particolare Tmall Global, lanciata nel febbraio 2014 per questo segmento del b-to-c che incontra sempre piu' i gusti e le necessita' della nuova classe media cinese. Nel 2020, secondo le stime dei manager di Alibaba, le merci importate e vendute sulla piattaforma di Alibaba arriveranno a quota 245 miliardi di dollari dai ventuno attuali. L'agro-alimentare, i prodotti per l'infanzia e l'elettronica sono gia' oggi tra i piu' acquistati on line dai consumatori cinesi. E in futuro i volumi potrebbero essere ancora maggiori. 

 

 

"Abbiamo avuto un incontro molto proficuo con il vice presidente Daniel Zhang e abbiamo esaminato le potenzialita' che questa piattaforma puo' offrire al business italiano", ha spiegato l'ambasciatore d'Italia in Cina, Ettore Sequi. L'e-commerce "puo' essere molto utile per la promozione di alcuni prodotti italiani che in Cina non vanno molto bene", tra i quali cita il vino. "Siamo al quinto posto per le importazioni", pur essendo "il Paese che al mondo produce piu' vino e in cima alla classifica degli esportatori nel 2015. Questa piattaforma potra' offrire certamente opportunita' anche in questo campo". Oltre all'e-commerce, Alibaba si estende ai servizi finanziari, al cloud computing e ai big data, e' presente in 224 tra paesi e regioni, e "punta a realizzare una tecnologia flessibile per costruire un'infrastruttura per il commercio a livello mondiale", spiega Albert Zheng, responsabile per il Public Affairs Department del gigante dell'e-commerce.

 

 

Hangzhou e' anche una delle citta' dove i nuovi gruppi di internet si stanno diffondendo piu' velocemente: poco distante dalla sede di Alibaba sorge la "Dream Town" delle start-up, che oggi conta circa 500 nuove attivita' e punta ad arrivare presto a diecimila nuovi gruppi attivi nel settore di internet e dei servizi, da quelli finanziari fino al turismo e alla logistica. Tra le fonti di finanziamento ci sono investimenti delle aziende locali, sovvenzioni pubbliche e, soprattutto, il gigante dell'e-commerce mondiale che ha il suo quartier generale a pochi chilometri di distanza. (AGI)