Cina: Career Day, Sequi "rispondere ad aspettative giovani"

(AGI) - Pechino, 16 mag. - Oltre cento giovani e venti aziende si sono incontrat...

Cina: Career Day, Sequi "rispondere ad aspettative giovani"
Ettore Sequi (imagoeconomica) 

(AGI) - Pechino, 16 mag. - Oltre cento giovani e venti aziende si sono incontrati a Pechino in occasione del terzo Career Day, l’evento che dal 2014 mette in contatto i giovani che cercano lavoro in Cina con le aziende italiane presenti sul mercato interno. L’evento si è svolto presso l’Ambasciata d’Italia a Pechino, in collaborazione con la Camera di Commercio Italiana in Cina, e l’Agic, l’Associazione Giovani Italiani in Cina, e per la prima volta si è avvalso della collaborazione di Almalaurea, che ha illustrato i programmi per il mercato cinese del consorzio universitario e che conta oggi circa 270mila neolaureati mappati. 

L’ambasciatore d’Italia in Cina, Ettore Sequi, ha aperto i lavori accennando alle complessità del mercato cinese e all’importanza della collaborazione per affrontarlo. Sequi ha poi ricordato l’incontro con gli imprenditori italiani avuto nel novembre scorso e le difficoltà delle imprese italiane in Cina nel reperire manager italiani qualificati. “C’è bisogno di manifestazioni come questa”, ha sottolineato Sequi. Il Career Day, ha continuato, nasce “proprio per rispondere alle aspettative di studenti e di istituti accademici e alle esigenze delle imprese di reperire e fidelizzare risorse umane qualificate e specializzate per operare in un mercato come quello cinese”. 

Il presidente della Camera di Commercio Italiana in Cina, Sergio Bertasi, ha poi sottolineato l’importanza delle risorse umane all’interno delle aziende, anche di quelle cinesi, che oggi le considerano un “fattore strategico” per il successo nel business. “Occorre costruire una personalità che sia vincente sul mercato cinese - ha affermato - E’ positivo il fatto che stiamo creando ponti tra i mondi dell’educazione e del lavoro”. L’importanza dei giovani è stata sottolineata anche da Filippo Petz, vice direttore dell’agenzia Ice di Pechino. “Siamo presenti da 54 anni con corsi di formazione e accogliamo presso le nostre strutture stagisti - ha sottolineato Petz - che rappresentano una risorsa per il loro approccio giovane e fresco”. Il vice direttore dell’Agenza Ice ha poi ricordato i servizi svolti da Ice per l’internazionalizzazione delle imprese italiane che comprendono, oltre ai corsi di formazione per imprese ed export manager, anche le attività promozionali, la creazione di eventi e i Master Corce per aiutare le imprese a operare sui mercati esteri. 

Marina Timoteo, direttore di Almalurea, ha poi sottolineato l’aumento degli studenti cinesi che si laureano in Italia: dal 2004 al 2014 il loro numero è triplicato, e sono oggi il secondo gruppo nazionale più numeroso, dietro gli studenti provenienti dall’Albania, con una spiccata preferenza, nelle scelte dei corsi di studi, per le facoltà di Ingegneria e di Economia e Statistica. Il direttore dell’Istituto Italiano di Cultura, Stefania Stafutti ha poi sottolineato l’importanza della conoscenza della lingua cinese per entrare nel mercato del lavoro interno. Del profilo legislativo, ha infine parlato l’avvocato Giovanni Pisacane, dello studio Gwa di Shanghai, che ha illustrato le norme riguardanti i contratti di lavoro e il rilascio dei visti in Cina. 

Tra le imprese che hanno partecipato all’edizione di quest’anno, erano presenti nomi di spicco dell’industria, come Pirelli e Luxottica, e imprese italiane da tempo presenti sul mercato cinese, come Rdm Group, Ceramiche di Imola, Gartour, Tommaso Pretti Sport e la Scuola Italiana d’Ambasciata, a cui si aggiungono anche le università, con la presenza del Global Management for China dell’Università Ca’ Foscari, Roma Tre e l’Orientale di Napoli. (AGI)