Libia: no di Haftar a Serraj, "non riconosco il suo governo"

(AGI) - Tripoli, 18 mag. - Il generale Khalifa Haftar gioca a carte scoperte e d...

Libia: no di Haftar a Serraj, "non riconosco il suo governo"
Khalifa Haftar, generale Libia (afp) 

(AGI) - Tripoli, 18 mag. - Il generale Khalifa Haftar gioca a carte scoperte e dichiara pubblicamente di non riconoscere il governo di accordo nazionale sostenuto dall'Onu, ne' le sue decisioni. Intervistato dall'emittente televisiva "Libya al Hadath", infatti, il comandante dell'autoproclamato Esercito libico attivo nella Cirenaica ha detto che i decreti emessi dal Consiglio presidenziale sostenuto dall'Onu "sono solo inchiostro su carta senza valore e non mi riguardano: non penso che si possa formare un governo mentre si combatte il terrorismo".
Poco prima dell'ufficializzazione del disconoscimento del governo Serraj da parte di Haftar si era registrata un'apertura - sulla linea di quanto deciso lunedi al summit di Vienna - al generale da parte dell'esecutivo appoggiato dalla comunita' internazionale. Fathi al Majbari, esponente del Consiglio presidenziale, parlando all'emittente televisiva "al Libya" aveva sostenuto che Haftar "dovra' certamente avere un ruolo guida nell'Esercito libico: il problema e' che deve dimostrare di essere in grado di unire le forze invece di dividerle", ha detto al Majbari. L'esponente del Consiglio presidenziale ha invitato Haftar a "non temere la presenza di un ministero della Difesa" nel nuovo governo di accordo nazionale. Il dicastero sara' guidato da Mahdi al Barghuthi, ex colonnello nell'Esercito libico guidato allora da Muhammar Gheddafi, molto attivo nel'area di Brega durante la rivoluzione del 2011 che ha portato alla caduta del regime. Secondo al Majbari, il nuovo ministero "non rappresenta alcun pericolo per i vertici delle forze armate". Il membro del Consiglio di presidenza ha sottolineato infine che "non sara' permessa la presenza di milizie al di fuori dell'esercito".
Parlando sempre a "Libya al Ahdath", il generale Haftar ha espresso forti dubbi circa il fatto che "le grandi potenze internazionali vogliano realmente combattere il terrorismo". L'autoproclamato comandante delle forze armate libiche attive nella Cirenaica ha spiegato che "il terrorismo e' un problema internazionale e l'Esercito libico lo sta combattendo al posto del mondo intero, nonostante ci sia ancora un embargo sulla vendita delle armi". Haftar ha detto che "nessuno aiuta l'Esercito libico" mentre il terrorismo si sta espandendo dalla Libia in tutta la regione. Il generale ha poi accusato l'Europa di "sminuire la pericolosita' del terrorismo", esprimendo invece parole di apprezzamento per l'Egitto e per il sostegno garantito dal Cairo alle sue forze.
Haftar, in particolare, ha poi detto di non riconoscere alcun decreto del Consiglio presidenziale, incluso quello che permette ai "ministri designati" del governo di accordo nazionale di iniziare a lavorare per espletare le funzioni urgenti. Il decreto non ha operato modifiche alla squadra di governo annunciata tre mesi fa, anche se i cosiddetti "ministri di stato" con responsabilita' speciali sono ora considerati a pieno titolo membri dell'esecutivo (composto quindi da 18 ministri e non piu' solo 13). (AGI)
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