Libia: all'Onu, bene Tripoli contro Isis e aperture a Haftar

Libia: all'Onu, bene Tripoli contro Isis e aperture a Haftar
 Libia, bandiera libica

New Yor - La Comunita' internazionale accoglie con favore gli sforzi dei libici per liberare la citta' di Sirte dallo Stato islamico e lancia timidi segnali di apertura al "feldmaresciallo" libico Khalifa Haftar, comandante dell'autoproclamato Esercito nazionale libico (Lna) che ha recentemente conquistato la strategica area della Mezzaluna petrolifera passandola poi alla National Oil Company (Noc), lodando "tutti gli sforzi contro i terroristi in Libia, compresi quelli avvenuti a Bengasi", roccaforte dell'Lna nell'est del paese. E' quanto emerge dalla riunione ministeriale sulla Libia presieduta oggi da Italia e Stati Uniti a margine dell'Assemblea generale delle Nazioni Unite a New York. Nel documento, i partecipanti alla riunione ribadiscono il loro sostegno all'accordo politico libico sottoscritto a Skhirat nel dicembre 2015 e la sua piena applicazione, considerando il governo di accordo nazionale "come l'unico governo legittimo della Libia". "La Comunita' internazionale - prosegue il comunicato - non mantiene contatti ufficiali con le istituzioni parallele che reclamano di essere considerate autorita' legittime fuori dall'accordo politico libico". I partecipanti alla riunione ministeriale sulla Libia hanno inoltre lanciato un appello al Consiglio di presidenza a presentare un nuovo gabinetto di governo in modo che esso possa essere approvato dalla Camera dei rappresentanti di Tobruk (il parlamento libico riconosciuto) attraverso il voto e senza ritardi. Nel comunicato congiunto firmato da 22 paesi (tra cui Italia, Stati Uniti, Regno Unito e Francia, ma anche Egitto, Arabia Saudita ed Emirati Arabi Uniti) e quattro organizzazioni internazionali (Onu, Unione Europea, Lega Araba e Unione africana) si invitano "tutti i libici ad essere uniti nella lotta contro il terrorismo". "Haftar riceve due complimenti dai 22: uno perche' combatte i terroristi a Bengasi e un secondo perche' ha conquistato i porti petroliferi e poi li ha dati alla societa' nazionale del petrolio. Dall'altro lato, si dice che ogni riorganizzazione del settore della sicurezza e tutti i proventi del petrolio devono avvenire sotto il Consiglio presidenziale.
"Gli sforzi per ostacolare i progressi per un appropriato funzionamento delle istituzioni frutto dell'accordo politico libico potrebbero mettere a repentaglio la sicurezza e la stabilita' della Libia", sottolinea il comunicato congiunto. I partecipanti alla riunione di New York hanno inoltre aggiunto: "Date le recenti tensioni in vari parti del paese chiediamo con urgenza una piena distensione e invitiamo ad evitare azioni provocatorie. Sosteniamo la piena attuazione del mandato frutto dell'accordo politico libico per mantenere il petrolio sotto l'esclusivo controllo della Compagnia nazionale petrolifera, la quale agisce per conto del Consiglio di presidenza (del governo di accordo nazionale di Tripoli). Siamo impegnati a lavorare con il Consiglio presidenziale alla stabilizzazione e alla ricostruzione di Sirte e invitiamo il Consiglio a lanciare il Fondo per la ricostruzione di Bengasi".
Nel comunicato congiunto i paesi e le organizzazioni internazionali hanno inoltre invitato l'Assemblea per la redazione della costituzione a completare il suo lavoro in modo da poter indire un referendum dentro il 2017 e il governo di accordo nazionale a preparare una pacifica transizione del potere. Il comunicato congiunto e' stato firmato da Algeria, Canada, Chad, Cina, Egitto, Francia, Germania, Giordania, Italia, Malta, Marocco, Niger, Qatar, Russia, Arabia Saudita, Spagna, Sudan, Tunisia, Turchia, Emirati arabi uniti, Regno Unito, Usa, Unione Europea, Nazioni Unite, Lega araba e Unione africana. (AGI)