Libia: a Londra processo su risarcimento chiesto a Goldman Sachs

Libia: a Londra processo su risarcimento chiesto a Goldman Sachs
 Goldman Sachs

Londra - L'Alta Corte commerciale di Londra esaminera' questa settimana la richiesta di risarcimento di 1,2 miliardi di dollari avanzata dall'Autorita' d'investimento della Libia (Lia) alla banca finanziaria Goldman Sachs, accusata di aver sfruttato il Fondo sovrano libico per effettuare investimenti rischiosi e inutili. Secondo quanto riferisce il quotidiano britannico "The Independent", i libici contestano al gigante di Wall Street nove compravendite effettuate nel 2008 mediante "condizionamento indebito": in quel periodo, infatti, Haitem Zarti, fratello di Mustafa Zarti, ex vice capo della Lia, stava effettuando uno stage presso Goldman Sachs. Quest'ultima, tuttavia, nega tutte le accuse. "Si tratta di affermazioni prive di fondamento. Continueremo a difenderci vigorosamente", ha riferito la banca d'investimento statunitense attraverso una dichiarazione.

    Il caso mettera' in luce il rapporto fra una delle maggiori banche d'investimento mondiali e il regime del colonnello Muhammar Gheddafi. Un legame che secondo i libici ha portato ben poco beneficio al paese nordafricano. L'Autorita' d'investimento della Libia e' stata istituita nel 2006 per gestire le ingenti somme accumulate dai proventi della vendita petrolifera, integrando l'economia libica nel sistema finanziario internazionale dopo anni di sanzioni. Una relazione interna trimestrale della Lia, trapelata dall'organizzazione anti-corruzione Global Witness nel 2011, ha fatto emergere numerosi buchi nel bilancio del fondo, tra cui la perdita del 98,5 per cento del valore di derivati finanziari pari a 1,2 miliardi di dollari. La stessa dall'Autorita' d'investimento della Libia ha chiesto un risarcimento di 2,1 miliardi dollari anche alla banca d'investimento francese Societe Generale per investimenti effettuati dal 2007 al 2009. L'istituto parigino ha respinto le accuse e il processo sul caso dovrebbe iniziare nel gennaio 2017.

    I fondi sovrani, del valore di 67 miliardi di dollari, sono peraltro oggetto di uno scontro legato alla lotta di potere in corso nel paese che oltre ad avere due differenti governi ha assistito alla nomina di due differenti presidenti della Lia: Hassan Bouhadi, nominato nell'ottobre 2014 e legato alla Camera dei rappresentanti di Tobruk (parlamento riconosciuto dalla Comunita' internazionale) e Abdul Magid Breish nominato invece dal Congresso nazionale libico di Tripoli, organo che nel frattempo si e' trasformato nel Consiglio di Stato libico. La disputa rispecchia la natura frammentata del paese dopo la caduta di Muhammar Gheddafi nel 2011.

    Per risolvere il contenzioso Bouhadi ha avviato un procedimento alla Corte commerciale di Londra nel settembre 2015. La compagnia di consulenza Bdo e' stata incaricata dal tribunale commerciale londinese di seguire il caso in attesa di capire come finira' il contenzioso. La vicenda si sarebbe dovuta risolvere con la formazione del governo di accordo nazionale con sede a Tripoli sostenuto dall'Onu, che tuttavia e' ancora in attesa della legittimazione della Camera dei rappresentanti di Tobruk.(AGI)