Grande Guerra: Rifugio Contrin, a 2. 000 m la musica dei popoli

(AGI) - Trento, 4 lug - Oggi ai 2.016 metri del RifugioContrin, in Trentino I Suoni delle Dolomiti hanno celebrato imilitari morti per la Patria cento anni fa, per la Prima Guerramondiale. Mario Brunello, Ivano Battiston e Gabriele Ragghiantihanno proposto un programma di canti e composizioni del periodobellico alternati a opere piu' contemporanee. All'ombra della regina delle Dolomiti, la vetta dellaMarmolada, la montagna ha donato l'incanto e lastraordinarieta'  del suo paesaggio agli interpreti delvioloncello, del contrabbasso e della fisarmonica. I treartisti internazionali erano reduci da una tre giorni ditrekking assieme

(AGI) - Trento, 4 lug - Oggi ai 2.016 metri del RifugioContrin, in Trentino I Suoni delle Dolomiti hanno celebrato imilitari morti per la Patria cento anni fa, per la Prima Guerramondiale. Mario Brunello, Ivano Battiston e Gabriele Ragghiantihanno proposto un programma di canti e composizioni del periodobellico alternati a opere piu' contemporanee. All'ombra della regina delle Dolomiti, la vetta dellaMarmolada, la montagna ha donato l'incanto e lastraordinarieta'  del suo paesaggio agli interpreti delvioloncello, del contrabbasso e della fisarmonica. I treartisti internazionali erano reduci da una tre giorni ditrekking assieme a una cinquantina di escursionisti che hannopotuto vivere l'inizio del festival trentino di musica in quotaimmersi in una esperienza molto particolare. Il trekking haportato i camminatori sotto le guglie scure dei Monzoni, doveancora rimangono le tracce dei baraccamenti dell'AlpenKorpstedesco della Prima Guerra Mondiale, e poi su fino a Passodelle Selle, dove le linee nemiche di fatto erano divise soloda un piccolo lembo di terra. In un autentico paradiso geomorfologico in cui le roccemagmatiche si intrecciano con le calcaree e i colori passandodal bianco al nero, i passi si sono alternati alle note cheBrunello e compagni hanno intessuto con gli strumenti. Brani diguerra: di chi la guerra non la poteva piu' sopportare, di chila elogiava, di chi invece non ne sapeva quasi nulla econtinuava a portare avanti la vita di tutti i giorni e infineanche di chi sperava nella pace. Note di dolore e malinconia,di ritmi danzanti e fragorosi che sono maturati e sono statiportati passo dopo passo nella lunga traversata - che haconcluso il trekking - dal Passo San Pellegrino al rifugioContrin passando per gli impervi ghiaioni del passo delleCirelle e il verde rassicurante dei prati che si aprono sottocima Ombretta. (AGI) Tn1

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