Alimentare: Gdf Merano, speck 'low cost' 4 napoletani arrestati

(AGI) - Bolzano, 23 giu. - Operazione su scala nazionale daparte della Guardia di Finanza di Merano dopo aver scoperto unsodalizio criminale proveniente dalla provincia di Napoli einsediato da diversi anni in Alto Adige. Lo stesso operava nelsettore della fornitura e manodopera a ditte specializzatenella lavorazione delle carni e produzione di speck inprovincia di Bolzano. Al termine dell'indagine, che ha coinvolto quattro societa'altoatesine e cinque campane, sono state spiccate quattroordinanze di custodia cautelare e tredici persone sono statedenunciate. Tre arresti sono stati eseguiti in Campania, uno inPiemonte. Associati al carcere

(AGI) - Bolzano, 23 giu. - Operazione su scala nazionale daparte della Guardia di Finanza di Merano dopo aver scoperto unsodalizio criminale proveniente dalla provincia di Napoli einsediato da diversi anni in Alto Adige. Lo stesso operava nelsettore della fornitura e manodopera a ditte specializzatenella lavorazione delle carni e produzione di speck inprovincia di Bolzano. Al termine dell'indagine, che ha coinvolto quattro societa'altoatesine e cinque campane, sono state spiccate quattroordinanze di custodia cautelare e tredici persone sono statedenunciate. Tre arresti sono stati eseguiti in Campania, uno inPiemonte. Associati al carcere di Napoli Poggioreale sono statiE.P. di 43 anni ed N.S. di 41, mentre alla moglie diquest'ultimo, N.S. di 38 anni, sono stati concessi gli arrestidomiciliare a Casavatore. Presso la casa circondariale diVercelli e' stato associato L.P. di 55 anni. Il meccanismo di frode era piuttosto articolato. Le aziendenapoletane, sfruttando il periodo di crisi e la semprecrescente esigenza di disporre di manodopera specializzata abasso costo, reclutavano macellai ed operai della provincia diNapoli per farli lavorare presso ditte altoatesine. I rapporti di lavoro venivano formalizzati attraversofittizi contratti di appalto violando la normativa sul lavoro.Le ditte altoatesine potevano disporre di operai 'a chiamata', fronteggiando al meglio eventuali cali o aumenti di produzionerichiesti dal mercato, con un ingente risparmio ancherelativamente ai costi di gestione degli operai stessi(contabilita', buste paga, ecc.). Le prestazioni rese dagli operai venivano fatturate alleditte locali che potevano cosi' abbattere i ricavi e quindidichiarare redditi inferiori su cui pagare le imposte. Ilavoratori dipendenti delle ditte, dietro minaccia dilicenziamento, erano costretti a versare i contributi, ancheper la quota relativa al datore di lavoro, senza vedersiriconosciute le varie indennita' (malattia, ferie, tredicesima,quattordicesima e maternita'). Agli indagati e' stata contestata anche la truffa aggravataai danni dell'Inps, in quanto i contributi assistenziali,attraverso un meccanismo fraudolento, venivano indebitamentecompensati e, quindi, non versati. Nel corso delleperquisizioni sono stati sequestrate somme di denaro contante,conti correnti e beni di valore come gioielli ed orologi delvalore di circa un milione di euro. (AGI)Bz1/Bru