Ex Meloni: Marini (Umbria) e Spacca (Marche), Guidi intervenga

(AGI) - Perugia, 10 set. - Un incontro "urgente" per larevisione e semplificazione della normativa statale checonsenta lo sblocco della parte nazionale dell'Accordo diprogramma per gli interventi in Umbria e Marche direindustrializzazione delle aree ex Merloni. E' quanto harichiesto dalla presidente della Regione Umbria, CatiusciaMarini, e dal presidente della Regione Marche, Gian MarioSpacca, con una lettera congiunta inviata al ministro delloSviluppo economico, Federica Guidi. Nella lettera Marini eSpacca ritengono inoltre "indispensabile anche una prorogadello stesso Accordo, la cui scadenza e' a marzo 2015". I duegovernatori affermano che "mentre le

(AGI) - Perugia, 10 set. - Un incontro "urgente" per larevisione e semplificazione della normativa statale checonsenta lo sblocco della parte nazionale dell'Accordo diprogramma per gli interventi in Umbria e Marche direindustrializzazione delle aree ex Merloni. E' quanto harichiesto dalla presidente della Regione Umbria, CatiusciaMarini, e dal presidente della Regione Marche, Gian MarioSpacca, con una lettera congiunta inviata al ministro delloSviluppo economico, Federica Guidi. Nella lettera Marini eSpacca ritengono inoltre "indispensabile anche una prorogadello stesso Accordo, la cui scadenza e' a marzo 2015". I duegovernatori affermano che "mentre le misure regionalidell'Accordo funzionano, sono urgenti la revisione, lasemplificazione e la proroga della parte nazionale dell'Accordodi programma perche' ancora inefficace" e sottolineano come sia"inaccettabile", in un periodo di crisi economica come quelloattuale, "tenere fermi 35 milioni di euro dello Stato". "Con lemisure nazionali gestite da Invitalia - denunciano Marini eSpacca - non e' stato approvato alcun progetto, nelle Marche ein Umbria e i 35 milioni dello Stato sono ancora inutilizzati.La legge nazionale n.181/89, infatti, non e' riuscita afinanziare ancora un progetto, non offrendo alcun contributoalla grave crisi occupazionale delle aree di Marche e Umbriainteressate. Cio' deriva, come gia' segnalato da tempo, siadalle rigidita' della normativa nazionale che della gestioneburocratica e delle prassi operative di Invitalia che -concludono i presidenti - scoraggiano la fruizione delleagevolazioni". (AGI)Pg1/Sep