Cultura: in Umbria spesa superiore a media nazionale

(AGI) - Perugia, 4 lug. - Nel 2011 la spesa pubblica percultura e servizi ricreativi in Umbria e' stata superiore allamedia nazionale e tra le piu' elevate nel Paese. Lo certificala quarta edizione della monografia regionale dei Contipubblici territoriali (Cpt), realizzata dall'apposito nucleo'Cpt' istituito dalla Regione e presentata oggi a PalazzoDonini, alla presenza dell'assessore alla Cultura, FabrizioBracco. Lo studio ha riguardato i principali flussi finanziaridi spesa nell'ultimo decennio dell'intero settore pubblico(pubblica amministrazione nazionale, regionale e locale,Fondazioni e societa' partecipate) relativi al settore culturae servizi ricreativi, integrati con informazioni settoriali

(AGI) - Perugia, 4 lug. - Nel 2011 la spesa pubblica percultura e servizi ricreativi in Umbria e' stata superiore allamedia nazionale e tra le piu' elevate nel Paese. Lo certificala quarta edizione della monografia regionale dei Contipubblici territoriali (Cpt), realizzata dall'apposito nucleo'Cpt' istituito dalla Regione e presentata oggi a PalazzoDonini, alla presenza dell'assessore alla Cultura, FabrizioBracco. Lo studio ha riguardato i principali flussi finanziaridi spesa nell'ultimo decennio dell'intero settore pubblico(pubblica amministrazione nazionale, regionale e locale,Fondazioni e societa' partecipate) relativi al settore culturae servizi ricreativi, integrati con informazioni settorialiriferiti a dati fisici e di contesto, confrontati con datinazionali. In particolare, nel 2011, la spesa erogata nelsettore cultura e' stata di 125,66 euro pro capite, collocandol'Umbria al nono posto tra le regioni italiane. Una postazioneinferiore solo a quella di alcune Regioni a statuto speciale(Province Autonome di Trento e Bolzano, Friuli Venezia Giulia,Valle D'Aosta, Sardegna), del Lazio (dove pesa la presenza diRoma), del Veneto (dove pesa la presenza di Venezia) e dellaLiguria. Nel periodo antecedente al 2011 la spesa totale hafatto registrare una riduzione dovuta sia alla diminuzione dirisorse ordinarie provenienti da fondi strutturali europei, inlinea con quanto accaduto nel resto d'Italia, sia allaconclusione della stagione della ricostruzione post-sisma del1997, che in Umbria e' stata dedicata in misura consistenteanche al recupero dei beni culturali. "In Umbria - hasottolineato l'assessore Bracco - c'e' stata in questi anni unainevitabile riduzione della spesa pubblica per la cultura, mala Regione ha saputo conservare, come emerge dallo studio, unposto di primo piano nel panorama nazionale per investimentinel settore nonostante i tagli di trasferimenti nazionali. Ladrastica riduzione delle risorse statali - ha aggiunto -,soprattutto a partire dal 2007, non ha infatti inciso su quantol'Umbria e' riuscita finora a costruire in termini di qualita'e presenza sul territorio di istituti e iniziative, servizi emanifestazioni culturali che, in taluni casi, hanno addiritturavisto accrescere il loro numero ed il loro prestigiointernazionale". (AGI)Pu1/Sep