Crisi: Cna, Umbria in cinque anni perde quasi 1. 800 imprese

(AGI) - Perugia, 16 set. - Un saldo negativo di 1.787 imprese,pari a una perdita di circa il 9% del Pil. Questo, in termininumerici, il risultato prodotto dalla crisi in Umbria. Arivelarlo una ricerca condotta da Cna Umbria in collaborazionecon il centro studi Sintesi. "A restare sul tappeto sono stateil 2,1% delle imprese umbre - afferma Francesco Vestrelli,responsabile regionale di Cna Produzione -, un dato comunqueinferiore a quello registrato su scala nazionale (- 2,6%). Leperdite assolute piu' vistose hanno investito il settore dellecostruzioni (- 1.209 imprese), l'agricoltura (- 1.755) e i

(AGI) - Perugia, 16 set. - Un saldo negativo di 1.787 imprese,pari a una perdita di circa il 9% del Pil. Questo, in termininumerici, il risultato prodotto dalla crisi in Umbria. Arivelarlo una ricerca condotta da Cna Umbria in collaborazionecon il centro studi Sintesi. "A restare sul tappeto sono stateil 2,1% delle imprese umbre - afferma Francesco Vestrelli,responsabile regionale di Cna Produzione -, un dato comunqueinferiore a quello registrato su scala nazionale (- 2,6%). Leperdite assolute piu' vistose hanno investito il settore dellecostruzioni (- 1.209 imprese), l'agricoltura (- 1.755) e itrasporti (- 229). Il manifatturiero, pur avendo perso 470imprese, ne conta ancora 8.344, pari al 10% del totale deltessuto imprenditoriale. All'interno del compartomanifatturiero diminuiscono in particolare il sistema moda, cheperde 155 unita', la metallurgia e la meccanica che arretranodi 162 e il settore legno/arredo che retrocede di 187, mentrecrescono soprattutto le imprese dell'agroalimentare (+ 40aziende), quelle che fabbricano macchinari e apparecchiaturemeccaniche (+ 58) e quelle del settore energia elettrica, gas,che aumentano di 169 unita'. La ricerca evidenzia anche unridisegno della composizione del tessuto imprenditoriale afavore del settore dei servizi, da quelli tradizionali a quellialla persona, da quelli innovativi a quelli commerciali. Ma ilmanifatturiero continua a svolgere un ruolo determinante nellanostra regione. In questi anni molte imprese del settore hannosaputo fare la propria parte, reinventandosi, ristrutturandosi,trovando nuovi sbocchi. E i dati sull'occupazione, che segnanouna ripresa (+ 565 posti di lavoro nel primo semestre 2015 insettori diversi dall'edilizia), stanno a testimoniarlo. Noicrediamo che sul manifatturiero si debba continuare a puntare"."In Umbria - spiega Simone Mazzocchi, presidente regionale diCna Produzione - arriveranno risorse importanti provenienti daifondi europei, che se verranno messe a leva potranno giocare unruolo determinante nel promuovere lo sviluppo del tessutoimprenditoriale della regione. Per le piccole e medie impreselo sviluppo passa attraverso gli investimenti, le competenzedelle risorse umane e la diversificazione dei prodotti fruttodella ricerca industriale. Ecco perche' riteniamo che sianoancora di fondamentale importanza contributi in conto capitalee in conto interesse per favorire la realizzazione diinvestimenti in nuovi processi produttivi, corsi di formazionead hoc per far acquisire ai nuovi occupati le competenzenecessarie ed eventualmente misure tese a promuovere laricerca".(AGI)Pg2/Mav