Mostre: opere di Antony Gormley al Forte Belvedere di Firenze

(AGI) - Firenze, 2 mar. - Dopo la riapertura del Forte diBelvedere nel 2013 con la mostra dedicata a Zhang Huan e ilsuccesso della personale dedicata a Giuseppe Penone del 2014,Firenze ospita, a partire dal 26 aprile 2015, le opere di SirAntony Gormley, uno dei piu' apprezzati scultori viventi. Ilprogetto espositivo, sotto la direzione artistica di SergioRisaliti e a cura Arabella Natalini e Sergio Risaliti, vede perla prima volta riunite piu' di cento opere del maestrobritannico nella piu' grande esposizione mai realizzatadall'artista in uno spazio storico all'aperto. Protagonista diimportanti mostre

(AGI) - Firenze, 2 mar. - Dopo la riapertura del Forte diBelvedere nel 2013 con la mostra dedicata a Zhang Huan e ilsuccesso della personale dedicata a Giuseppe Penone del 2014,Firenze ospita, a partire dal 26 aprile 2015, le opere di SirAntony Gormley, uno dei piu' apprezzati scultori viventi. Ilprogetto espositivo, sotto la direzione artistica di SergioRisaliti e a cura Arabella Natalini e Sergio Risaliti, vede perla prima volta riunite piu' di cento opere del maestrobritannico nella piu' grande esposizione mai realizzatadall'artista in uno spazio storico all'aperto. Protagonista diimportanti mostre personali e autore di numerose installazionipermanenti nel mondo, Antony Gormley e' stato invitato arealizzare un progetto in cui le opere, in parte appositamenterealizzate per la mostra, in parte ripensate specificamente peril luogo, riattivano gli antichi spazi grazie alla loro fortepresenza, diffusa e pervasiva. Il progetto dell'artistaprevede, dunque, la collocazione "attenta e giudiziosa" di piu'di cento figure umane in scala 1:1, che popolano le stanzeinterne della palazzina, i bastioni, le scalinate e le terrazzeoccupando tutti i lati del Belvedere, con il suo peculiareaffaccio sulla citta' e le colline. Tra le opere in mostra lagrande installazione Critical Mass, un "anti-monumento cheevoca tutte le vittime del XX secolo". Ideata originariamentenel 1995, per un vecchio deposito di tram a Vienna, oltre aricordare alcuni momenti drammatici della storia della capitaleaustriaca, l'opera era anche, per l'artista, un "modo diattivare l'intero edificio e destabilizzarne il contestoarchitettonico". Questo effetto destabilizzante e riflessivotrova al Forte di Belvedere - originariamente costruito comeluogo di difesa - una perfetta collocazione, riproponendosi oraarricchita da un nuovo riferimento legato al contesto italiano,quello dell'entrata in guerra e, successivamente, quello dellaliberazione. (AGI)Sep