Cfs in Toscana sequestra olio "bassa acidita'"

(AGI) - Firenze, 4 dic. - Controlli del Corpo forestale delloStato in Toscana in 44 punti vendita appartenenti a 7 catenedella Grande Distribuzione Organizzata presenti nel territoriotoscano, nell'ambito della campagna mirata al controllo dellafiliera olivicola toscana. E sono state accertate irregolarita'nei dispositivi di etichettatura confezionati da tre distinteimprese olearie toscane presenti in provincia di Siena eGrosseto. Complessivamente sono stati operati 57 sequestriamministrativi che hanno interessato 674 confezioni di olioextravergine di oliva etichettate con dispositivo irregolarepoiche' recante il riferimento fraudolento alla "bassaacidita'" del prodotto. Contestualmente sono state contestatesanzioni amministrative

(AGI) - Firenze, 4 dic. - Controlli del Corpo forestale delloStato in Toscana in 44 punti vendita appartenenti a 7 catenedella Grande Distribuzione Organizzata presenti nel territoriotoscano, nell'ambito della campagna mirata al controllo dellafiliera olivicola toscana. E sono state accertate irregolarita'nei dispositivi di etichettatura confezionati da tre distinteimprese olearie toscane presenti in provincia di Siena eGrosseto. Complessivamente sono stati operati 57 sequestriamministrativi che hanno interessato 674 confezioni di olioextravergine di oliva etichettate con dispositivo irregolarepoiche' recante il riferimento fraudolento alla "bassaacidita'" del prodotto. Contestualmente sono state contestatesanzioni amministrative per un importo complessivo pari a18mila euro per pratica commerciale ingannevole. L'attivita'del Corpo forestale dello Stato nasce dalla constatazione cherisultano in commercio numerose marche di olio extravergine dioliva che riportano in etichetta riferimenti ai piu' variattributi qualitativi, con l'intento di distinguere quelprodotto specifico dagli altri appartenenti alla stessacategoria merceologica ed attirare cosi' l'attenzione delconsumatore. Creando cosi' una sorta di 'condizionamento' nellescelte di acquisto. Pratiche commerciali - sottolinea il Cfs -che risultano spesso al limite con gli obblighi normativi, perla mancanza dei prescritti requisiti di trasparenza delleinformazioni che vengono veicolate al consumatore con idispositivi di etichettatura, con la presentazione e con lapubblicita' dei prodotti alimentari. E la commercializzazionedi oli extravergini di oliva etichettati con dispositivi cheriportano la dizione generica "Bassa Acidita'" risulta unapratica commerciale ingannevole poiche' induce il consumatore acredere che il prodotto possieda caratteristiche particolari emigliori rispetto a tutti gli altri prodotti appartenenti allastessa categoria merceologica ("Olio extravergine di oliva", inquesto caso), i quali invece, per legge, devono tutti possedereun tenore di acidita' basso. La normativa comunitaria enazionale prescrive che l'indicazione dell'acidita' possaessere specificamente riportata in etichetta solo seaccompagnata, in caratteri delle stesse dimensioni e nellostesso campo visivo, dal valore di specifici parametri chimici(come l'indice dei perossidi, il tenore di cere el'assorbimento all'ultravioletto) che, nel loro insieme,forniscono un profilo qualitativo completo dell'olio extravergine presente in quella bottiglia. L'acidita' riportatafuori contesto, invece, induce erroneamente a creare una scaladi qualita' assoluta fuorviante per il consumatore. In Toscana,nel corso dell'attuale campagna olearia, che e' caratterizzatadalla crisi di produzione di olio in tutto il territorionazionale e particolarmente in questa regione, il Corpoforestale dello Stato ha attivato una campagna di controllo adampio raggio che interessa tutti i segmenti della filiera:dalla produzione alla trasformazione, fino allacommercializzazione del prodotto sugli scaffali di vendita. Alcalo di produzione e' seguito il fisiologico incremento deiprezzi dell'olio extravergine di oliva, sia all'ingrosso che aldettaglio, stimato attorno al 40% rispetto allo scorso anno.Dai dati investigativi in possesso del Corpo forestale delloStato risulta che l'elevato valore raggiunto sul mercatodall'"oro giallo" stia attirando forti interessi da parte diassociazioni criminali che, attratte da facili guadagni, stannooperando significativi traffici illegali di prodotti di scarsaqualita' basso valore qualitativo, o addirittura oggetto difurto come sta accadendo in Puglia, a danno delle produzioninazionali, ed in particole di quelle toscane di eccellenza.Ecco quindi la particolare attenzione del Cfs alle verifichesulla movimentazione dei prodotti olivicoli (olive ed olio), alfine di prevenire ed eventualmente reprimere frodi a danno deiconsumatori e della regolarita' del mercato. (AGI).