Sicilia: 'antimafia' logora Crocetta e Confidustria, caso all'Ars

(AGI) - Palermo, 21 set. - Le beghe dell'antimafia che logoranogoverno Crocetta, ex assessori e Confindustria Sicilia,approdano all'Ars. E' il presidente della commissione Antimafiaregionale Nello Musumeci a chiedere a Rosario Crocetta unimmediato chiarimento: "Le dichiarazioni rese in questi giornidal presidente dell'Irsap Alfonso Cicero impongono, per la lorogravita', un intervento chiarificatore e puntuale da parte delpresidente". La commissione nella seduta di mercoledi' sara'chiamata a deliberare la eventuale audizione degli ex assessoriregionali alle Attivita' produttive Marco Venturi, cherecentemente ha lanciato il suo attacco contro il presidente diSicindustria Antonello Montante, e di

(AGI) - Palermo, 21 set. - Le beghe dell'antimafia che logoranogoverno Crocetta, ex assessori e Confindustria Sicilia,approdano all'Ars. E' il presidente della commissione Antimafiaregionale Nello Musumeci a chiedere a Rosario Crocetta unimmediato chiarimento: "Le dichiarazioni rese in questi giornidal presidente dell'Irsap Alfonso Cicero impongono, per la lorogravita', un intervento chiarificatore e puntuale da parte delpresidente". La commissione nella seduta di mercoledi' sara'chiamata a deliberare la eventuale audizione degli ex assessoriregionali alle Attivita' produttive Marco Venturi, cherecentemente ha lanciato il suo attacco contro il presidente diSicindustria Antonello Montante, e di Linda Vancheri, che erastata espressione, al pari di Venturi, in seno alla Giunta,della confederazione degli industriali. Cicero, ex vessillo antimafia di Crocetta, nei giorniscorsi si e' dimesso da presidente dell'istituto regionale persviluppo, non accettando neppure la nomina a commissariostraordinario dello stesso ente. In una dura lettera inviata algovernatore, accusava quest'ultimo del "suo assordante silenziodi questi anni", silenzio "che ha contribuito al mioisolamento", e la cui incolumita' "e' stata piu' volte messa arischio da plurime minacce di morte e gravissime azioniintimidatorie che hanno colpito, finanche la famiglia e i piu'stretti collaboratori", come effetto "della lotta al malaffaredentro gli insediamenti industriali". "Desta stupore scoprire, a distanza di quasi tre anni -dice la Fp Cgil - il fatto che soggetti che sembravanoaccomunati dall'unica inossidabile determinazione a combatterel'illegalita' in Sicilia, oggi si accusino reciprocamentedentro Confindustria, 'mascariando' persino il presidente dellaRegione con cui fino a ieri flirtavano". (AGI).