Province: Cdm impugna la riforma siciliana, continua 'negoziato'

(AGI) - Palermo, 5 ott. - Come previsto, il Consiglio deiministri ha deliberato l'impugnativa della riforma sicilianadelle province: la legge regionale 15 del 4 agosto 2015,"Disposizioni in materia di liberi Consorzi comunali e Citta'metropolitane". Ma continua la trattativa tra Stato e Regioneper definire un testo condiviso, allo scopo di contenere glieffetti della censura. Pur prendendo atto della lettera del presidente dellaRegione siciliana Rosario Crocetta, con la quale si impegna adapportare alcune modifiche alla legge, spiega il Cdm, e' statadeliberata l'impugnativa, in quanto talune disposizioni sono incontrasto con la legge Delrio,

(AGI) - Palermo, 5 ott. - Come previsto, il Consiglio deiministri ha deliberato l'impugnativa della riforma sicilianadelle province: la legge regionale 15 del 4 agosto 2015,"Disposizioni in materia di liberi Consorzi comunali e Citta'metropolitane". Ma continua la trattativa tra Stato e Regioneper definire un testo condiviso, allo scopo di contenere glieffetti della censura. Pur prendendo atto della lettera del presidente dellaRegione siciliana Rosario Crocetta, con la quale si impegna adapportare alcune modifiche alla legge, spiega il Cdm, e' statadeliberata l'impugnativa, in quanto talune disposizioni sono incontrasto con la legge Delrio, la 56/2014, "quale legge digrande riforma economica e sociale". In caso di approvazione diuna nuova normativa da parte dell'Assemblea regionalesiciliana, "che vada nel senso dei rilievi contenutinell'impugnazione", viene spiegato, confermando il senso delserrato negoziato in corso, il governo valutera' l'opportunita'di ritirare il ricorso. L'esito era atteso. E' in corso da settimane, infatti, untavolo tecnico Stato-Regione. L'assessore all'Autonomie localiGiovanni Pistorio aveva definito "inevitabile" l'impugnativa,aprendo a modifiche, ma annunciando anche l'intenzione diresistere su alcune questioni. Tra i punti critici dellanormativa regionale, l'assenza del voto ponderato, che pesa ilconsenso per i vertici della citta' metropolitane e dei libericonsorzi in base al numero degli abitanti; e la mancataindicazione della coincidenza del sindaco metropolitano con ilprimo cittadino del capoluogo di Palermo, Catania e Messina.(AGI).