Migranti: in Libia bimbi addestrati per picchiare i 'black black'

(AGI) - Ragusa, 7 lug. - Nei capannoni in Libia, disumane strutture di concentra...

(AGI) - Ragusa, 7 lug. - Nei capannoni in Libia, disumane strutture di concentramento dei migranti in attesa di imbarcarsi a caro prezzo in mezzi di fortuna per l'Europa, coloro che i carcerieri chiamano "black black", quindi tutti i centroafricani, vengono picchiati anche da bambini di 6-7 anni. E' quanto emerso dalle indagini eseguite dalla polizia di Ragusa dopo lo sbarco ieri di 491 persone, soprattutto, spiega la polizia, nigeriani e del Bangladesh, tra cui 83 donne e 3 minori. Secondo le testimonianze raccolte, i libici fanno entrare i migranti in una stanza dove ci sono dei bambini che vengono addestrati per picchiare coloro che hanno la pelle nera. Quattro gli scafisti fermati: uno del Togo, un senegalese, un ghanese e un bengalese, il primo fermato dalla polizia: si sarebbe offerto di governare il gommone e sarebbe stato addestrato dai libici con i quali intratteneva rapporti connessi al suo ruolo di mediatore tra loro e i connazionali. In Libia c'e' una folta comunita' bengalese: si calcola che siano 20-25000. Ad aiutare gli investigatori anche lo foto scattate dai soccorritori durante le fasi di avvicinamento al natante. Al termine delle indagini gli scafisti sono stati condotti nel carcere di Ragusa. Salgono a 87 gli scafisti fermati nel 2016 (21 minori). La Polizia di Stato ha trasferito immediatamente dopo il fotosegnalamento 350 migranti; gli altri successivamente. (AGI)
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