Migranti: a Lampedusa commissario Ue, sindaco "non siamo prigione"

(AGI) - Agrigento, 9 ott. - Prima visita del commissario Ueall'Immigrazione, Dimitris Avramopoulos, a Lampedusa dove,accompagnato dal sindaco Giusi Nicolini, dal prefetto diAgrigento Nicola Diomede, dal sottosegretario dell'InternoDomenico Manzione, si e' recato a visitare il centro di primaaccoglienza di contrada Imbriacola. E' stato fatto il puntosulla questione logistica relativamente agli hotspot chedovrebbero identificare gli immigrati prima di collocarli neglialtri paesi Ue a seconda delle quote Paese per Paese.Avramopoulos ha ribadito come l'Ue stia puntando "suglihotspot" e che l'Ue "si stia assumendo le proprieresponsabilita'". "Ho spiegato - ha invece detto

(AGI) - Agrigento, 9 ott. - Prima visita del commissario Ueall'Immigrazione, Dimitris Avramopoulos, a Lampedusa dove,accompagnato dal sindaco Giusi Nicolini, dal prefetto diAgrigento Nicola Diomede, dal sottosegretario dell'InternoDomenico Manzione, si e' recato a visitare il centro di primaaccoglienza di contrada Imbriacola. E' stato fatto il puntosulla questione logistica relativamente agli hotspot chedovrebbero identificare gli immigrati prima di collocarli neglialtri paesi Ue a seconda delle quote Paese per Paese.Avramopoulos ha ribadito come l'Ue stia puntando "suglihotspot" e che l'Ue "si stia assumendo le proprieresponsabilita'". "Ho spiegato - ha invece detto il sindaco diLampedusa Giusi Nicolini - che Lampedusa non deve diventare unaprigione e a questo proposito ho chiesto garanzie sia algoverno italiano che all'Ue. Da qui - ha aggiunto il sindacodelle isole Pelagie - devono soltanto passare. Ma secondo glihotspot se non partiranno contemporaneamente alle quote intutti i Paesi avranno difficolta' perche' i profughi al momentonon hanno la possibilita' di scegliere dove andare. Al momentoc'e' solo la Svezia e dunque non sono incentivati a farsiidentificare con le impronte digitali. Non vogliono rischiaredi essere condannati a restare in Italia per via del Trattatodi Dublino". Anche oggi un gruppo di eritrei ha infattiprotestato perche', non essendosi fatti identificare con leimpronte, hanno visto che un altro gruppo di profughi, giunto aLampedusa successivamente a loro, e' invece partito. Non cisono comunque stati incidenti di rilievo. (AGI).