Mafia: pentito svela omicidi, si cerca auto sepolta con cadaveri

(AGI) - Palermo, 13 ott. - La Fiat Uno con i corpi di Antonino Failla e Giuseppe...

(AGI) - Palermo, 13 ott. - La Fiat Uno con i corpi di Antonino Failla e Giuseppe Mazzamuto e' stata sepolta in una voragine aperta e poi ricoperta da un escavatore e i carabinieri la stanno cercando attivamente, nelle campagne fra Carini, Torretta, Villagrazia, Capaci e Cinisi, in provincia di Palermo, con l'aiuto di speciali metal detector e di georadar. Le dichiarazioni del pentito carinese Nino Pipitone fanno luce su tanti delitti dimenticati di fine anni '90, inizio e meta' dello scorso decennio: fra questi ultimi, l'eliminazione del boss Benedetto Spatola, detto Lino, attirato in un tranello al quale si presento' con due regali, un coniglio e una bottiglia di champagne, destinati a coloro che sarebbero diventati poi i suoi carnefici, i capimafia di Tommaso Natale Salvatore e Sandro Lo Piccolo, padre e figlio. Fu quest'ultimo, poi, a strangolare Spatola, che pago' cosi' - nel settembre del 2006 - la sua voglia di tornare a comandare, dopo essere stato scarcerato e avere espiato l'ennesima condanna per mafia, riportata al "maxiquater". Spatola tra l'altro non capi' di dover stare in guardia: il mese prima, il 22 agosto di dieci anni fa, era infatti scampato alla morte, perche' un commando di killer aveva ucciso al suo posto Giuseppe D'Angelo, un tranquillo - e soprattutto estraneo all'ambiente mafioso - ex barista, scambiato proprio per Spatola. Pipitone, che si autoaccusa di otto omicidi, completa, in un certo senso, quanto affermato, a partire dal 2008, dall'altro pentito di Carini, Gaspare Pulizzi: ma a suo tempo cio' che aveva sostenuto l'ex capomafia era rimasto privo di riscontro e non aveva portato a condanne nei confronti di altri mafiosi. Solo lui, Pulizzi, era stato giudicato colpevole in abbreviato. Failla e Mazzamuto vennero assassinati perche' sospettati di avere partecipato alla "lupara bianca" costata la vita a Luigi Mannino, anche lui di Carini e parente di Salvatore Lo Piccolo, ma anche per avere rubato in un supermercato "protetto" da Cosa nostra. La sparizione di Mannino e' del 19 aprile 1999 e una settimana dopo scomparvero i due presunti assassini: Failla fu strangolato, Mazzamuto ucciso con un colpo di pistola alla testa. I corpi, caricati sulla Fiat Uno, vennero "vurricati" - cosi' racconto' Pulizzi, per dire sepolti, in dialetto - con tutta l'auto. Le due vittime, prima di essere uccise, furono torturate ma respinsero le accuse di avere ucciso Mannino e rubato dove non avrebbero dovuto. I loro resti non sono stati ancora ritrovati, mentre un piede e altre parti del cadavere di Spatola e di Giovanni Bonanno, altro boss inghiottito dalla lupara bianca, ma a gennaio 2006, furono recuperati nel fondo Pottino di Villagrazia di Carini. A seppellirli era stato infatti Pulizzi: particolare non trascurabile, quando la polizia si presento' per scavare nel terreno indicato dal collaboratore di giustizia, trovo' un mafioso, Salvatore Cataldo, impegnato a fare una buca con un piccolo escavatore bob-cat: l'uomo, poi condannato, stava cercando di cancellare le prove che avrebbero potuto - cosa in effetti poi avvenuta - consacrare l'attendibilita' di Pulizzi. (AGI)
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