Mafia: domani processo per minacce morte a giornalista Borrometi

(AGI) - Roma, 11 lug. - Comincera' domani a Ragusa il processo nel quale e' impu...

(AGI) - Roma, 11 lug. - Comincera' domani a Ragusa il processo nel quale e' imputato Giambattista Ventura, il presunto boss mafioso di Vittoria, accusato di aver minacciato di morte, attraverso i social network, Paolo Borrometi, collaboratore dell'Agi e direttore del sito internet LaSpia.it. Processo al quale la Fnsi partecipera' in qualita' di parte civile al fianco del collega. Lo scorso 26 maggio, infatti, il giudice per le udienze preliminari del tribunale di Catania, Francesca Cercone, aveva accolto la richiesta di costituzione di parte civile avanzata dalla Fnsi, rappresentata in giudizio dagli avvocati Francesco Paolo Sisto e Roberto Eustachio Sisto, oltre che dall'Ordine nazionale e regionale dei giornalisti e dal Comune di Vittoria. L'imputato, gia' in carcere a Siracusa per altri reati di stampo mafioso, avrebbe rivolto al giornalista minacce del tipo: "Ti scippu a testa merdoso che non sei altro", "d'ora in avanti saro' il tuo peggiore incubo", "prima o poi ci incontriamo nell'aldila' e so cazzi tua", con l'aggravante - scrive il giudice di Catania nel decreto con cui disponeva il rinvio a giudizio dell'imputato - delle "modalita' tipiche assimilabili a quelle delle associazioni di tipo mafioso e al fine di agevolare le attivita' dell'organizzazione di stampo mafioso riferibile storicamente al clan Carbonaro-Dominante". E domani alle 9, davanti alla Sezione Penale in composizione collegiale del tribunale di Ragusa, si aprira' la fase dell'istruttoria dibattimentale, a cui seguiranno le convocazioni dei testimoni. "La presenza della Fnsi come parte civile - affermano Raffaele Lorusso e Giuseppe Giulietti, segretario generale e presidente del sindacato unitario dei giornalisti italiani - e' un atto dovuto nei confronti del collega Paolo Borrometi e di tutti i cronisti che, come lui, sono vittime di intimidazioni e minacce e sono costretti a vivere sotto scorta. Quei giornalisti non vanno lasciati soli: il sindacato ribadisce la volonta' di costituirsi parte civile in tutti i processi in cui saranno imputati coloro che minacciano i giornalisti perche' le minacce e le intimidazioni ai giornalisti indeboliscono la democrazia". (AGI)
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