Mafia: blitz a Corleone, tra i fermati boss fedelissimo di Riina

(AGI) - Palermo, 23 set. - C'e' un fedelissimo di Toto' Riinatra i cinque fermati nell'operazione dei carabinieri "Grandepasso" che ha decapitato i vertici mafiosi del corleonese,'cuore antico' di Cosa nostra. Antonino Di Marco, 58 anni,dipendente comunale, teneva le fila di questo pezzo della mafiache continuava ad avere come suo riferimento il 'capo dei capi'detenuto al 41 bis. Un vero boss, secondo chi indaga, cheavrebbe tessuto la sua rete tra opere pubbliche e vicendeelettorali, a Corleone come a Palazzo Adriano il cui capomafia,Paolo Masaracchia, risulta tra gli arrestati. (AGI) - Palermo,

(AGI) - Palermo, 23 set. - C'e' un fedelissimo di Toto' Riinatra i cinque fermati nell'operazione dei carabinieri "Grandepasso" che ha decapitato i vertici mafiosi del corleonese,'cuore antico' di Cosa nostra. Antonino Di Marco, 58 anni,dipendente comunale, teneva le fila di questo pezzo della mafiache continuava ad avere come suo riferimento il 'capo dei capi'detenuto al 41 bis. Un vero boss, secondo chi indaga, cheavrebbe tessuto la sua rete tra opere pubbliche e vicendeelettorali, a Corleone come a Palazzo Adriano il cui capomafia,Paolo Masaracchia, risulta tra gli arrestati. (AGI) - Palermo, 23 set. - Custode insospettabile del camposportivo dove si decidevano strategie, estorsioni, attentati ela spartizione degli appalti, con l'imposizione della 'tassa'del 3 per cento, Di Marco aveva una parentela che amava farvalere: suo fratello, infatti, era l'autista di NinettaBagarella, moglie di Riina. In manette anche Nicola Parrino,Pasqualino e Franco D'Ugo nel blitz eseguito dai militari dellacompagnia di Corleone e del gruppo di Monreale, coordinato dalprocuratore Leonardo Agueci e dai sostituti Caterina Malagoli eSergio Demontis. "Emerge uno spaccato - spiega il comandantedel gruppo Monreale, tenente colonnello Pierluigi Solazzo - chee' quello di un'associazione mafiosa ancorata alle tradizionaliregole di Cosa nostra e con un giro d'affari consistente,frutto anche dell'imposizione del 3% sugli appalti".Intimidazioni e bottiglie incendiare contro gli operatorieconomici erano all'ordine del giorno, come lo erano lepressioni per il controllo delle opere pubbliche, soprattutto aPalazzo Adriano. Ma nessuno delle vittime, viene spiegato hacollaborato. Regole, affari e silenzio, insomma. Secondo'tradizione'. (AGI)Mrg