Mafia: assegnata a Regione Sicilia 'prigione' piccolo Di Matteo

(AGI) - Palermo, 24 giu. - Cerimonia di consegna allaprefettura di Caltanissetta dei beni confiscati ad AntonioScozzali, nel Comune di Vallelunga Pratameno. Uno degliimmobili era stato trasformato dalla mafia in una delle'prigioni' del piccolo Giuseppe Di Matteo, strangolato esciolto nell'acido per punire la scelta del padre Santino dicollaborare con la giustizia. Tra i presenti, la presidentedella Commissione parlamentare antimafia Rosi Bindi e ilprefetto Umberto Postiglione, capo dell'Agenzia nazionale perl'amministrazione e la destinazione dei beni confiscati. LaRegione ha contestualmente stabilito la concessione temporaneadel bene al Consorzio per la legalita' e

(AGI) - Palermo, 24 giu. - Cerimonia di consegna allaprefettura di Caltanissetta dei beni confiscati ad AntonioScozzali, nel Comune di Vallelunga Pratameno. Uno degliimmobili era stato trasformato dalla mafia in una delle'prigioni' del piccolo Giuseppe Di Matteo, strangolato esciolto nell'acido per punire la scelta del padre Santino dicollaborare con la giustizia. Tra i presenti, la presidentedella Commissione parlamentare antimafia Rosi Bindi e ilprefetto Umberto Postiglione, capo dell'Agenzia nazionale perl'amministrazione e la destinazione dei beni confiscati. LaRegione ha contestualmente stabilito la concessione temporaneadel bene al Consorzio per la legalita' e lo sviluppo che lodestinera' a un uso produttivo. "Quello di oggi e' unimportante tassello che si aggiunge a un percorso di legalita'fortemente voluto da questo governo", ha detto lavicepresidente della Regione Mariella Lo Bello. "La consegna di questa villa al Consorzio Sviluppo elegalita' assume un'importanza particolare perche' proprio inquel luogo il piccolo Di Matteo trascorse un periodo della sualunga prigionia mentre diventava grande", ha detto Bindi, cheha aggiunto: "Dedico la consegna di questo bene appartenutoalla mafia, non solo alla famiglia del piccolo Di Matteo, maanche a tutti i giovani e soprattutto ai minori vittime dellemafie. Che la mafia non uccide i bambini -ha sottolineato- e'una menzogna. La mafia non ha codici, non ha regole, la ferocianon ha confini. Ai minori vittime della ferocia va questaintitolazione ma anche a coloro che rimangono affascinati dallamafie e percio' reclutati. A quei minori che vivono inperiferia e che crescono nel mito della mafia, a coloro chepensano che lo Stato li tradisce e la mafia gli garantisce unfuturo. Da questo deve nascere un impegno sul settore dellagiustizia ma che chiama in causa tutte le istituzioni.Prendiamoci l'impegno di pensare al nostro Paese a partire dainostri ragazzi", ha invitato la presidente della commissioneAntimafia, che ha concluso: "La responsabilita' e' di tutti main particolare della politica. Come commissione vogliamo esserela spina nel fianco di tutte le istituzioni. Chiama in causa ilgoverno nazionale ma chiama in causa tutti. Spero che presto,quando tutti avranno deciso, si avra' una nuova riforma. Unenorme patrimonio e' gia' stato sottratto ma altri beni devonoancora essere consegnati". (AGI).

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