Fondi Ue: Sicilia perde 380 mln, l'Italia prova a riprenderseli

(AGI) - Palermo, 8 giu. - Al via la causa dell'Italia contro la decisione della ...

(AGI) - Palermo, 8 giu. - Al via la causa dell'Italia contro la decisione della Commissione europea di ridurre di quasi 380 milioni di euro gli stanziamenti del Fondo sociale europeo per la Sicilia. Con decisione dell'8 agosto 2000, la Commissione aveva approvato il Programma operativo per la Regione Sicilia, nel quadro comunitario di sostegno per gli interventi strutturali comunitari nelle regioni interessate dall'obiettivo 1. Tale decisione, come modificata nel 2004, prevedeva una partecipazione dei fondi strutturali di poco piu' di un miliardo 209 milioni di euro con un cofinanziamento del Fse di importo massimo pari 846 milioni 469.000 euro.
A partire dal 2005, la Commissione ha effettuato vari audit dei sistemi di gestione e controllo predisposti dalle autorita' responsabili del Por Sicilia, all'esito dei quali ha riscontrato gravi carenze nella gestione e nei controlli dell'intervento finanziario nonche' varie irregolarita' in diverse operazioni, alcune accertate dall'Olaf, l'organismo antifrode. In particolare, sono state accertate irregolarita' quali operazioni relative a progetti presentati dopo la scadenza del termine di presentazione delle domande di partecipazione; spese di personale non correlate al tempo effettivamente impiegato per i progetti; consulenti esterni privi delle qualifiche richieste; giustificativi di spesa insufficienti; spese non attinenti ai progetti; esecuzione delle attivita' non conforme alla descrizione dei progetti; violazione delle procedure di appalto e di selezione di docenti, esperti e fornitori.
Con decisione del 17 dicembre 2015, la Commissione ha quindi ritenuto che, a causa delle irregolarita' constatate, il contributo finanziario all'intervento dovesse essere ridotto di 379 milioni 730.432 euro (di cui 265 milioni 811.302 euro a carico del Fse). Lo Stato italiano ha impugnato davanti al Tribunale Ue la decisione, chiedendone l'annullamento in parte per ragioni sostanziali, quali il travisamento dei fatti e un'asserita violazione del principio di proporzionalita', e in parte per ragioni formali, per carenza di motivazione. (AGI)
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