Carceri: i giovani detenuti di Palermo incontrano l'archeologia

(AGI) - Palermo, 27 giu. - I giovani detenuti incontrano l'archeologia a Palermo...

(AGI) - Palermo, 27 giu. - I giovani detenuti incontrano l'archeologia a Palermo. Mercoledi' alle 17.30 nell'area archeologica di Castello a mare a Palermo, l'assessore dei Beni culturali Carlo Vermiglio, il direttore dell'Istituto Malaspina Michelangelo Capitano, il soprintendente di Palermo Elena Volpes e i rappresentanti di Icom Italia (International Council of Museum), presenteranno i risultati dell'edizione 2016 del progetto "Fatti un giro bellezza. Museo senza barriere". I giovani dell'Istituto penale Malaspina incontrano l'archeologia, realizzato in collaborazione con l'Istituto penale per i minorenni "Malaspina". L'iniziativa ha visto i giovani impegnati in attivita' di valorizzazione all'interno dell'area archeologica del Castello e, attraverso una serie di laboratori, sopralluoghi e campagne fotografiche, sono stati realizzati nuovi pannelli didascalici, percorsi di visita e modelli 3D dei monumenti. Inoltre, i ragazzi mettendo in gioco le proprie capacita', hanno proposto una loro interpretazione del sito elaborando racconti e storytelling anche in dialetto, intrecciando le loro esperienze personali con la storia del luogo . I colori dei pannelli didattici, rosa e nero, come quelli della squadra del Palermo, scelti dai ragazzi durante i laboratori, comunicano in una forma piu' viva e meno accademica le informazioni sui monumenti I risultati del progetto hanno evidenziato come il patrimonio culturale possa diventare per tutti un'esperienza coinvolgente, un bene primario essenziale per il recupero sociale e il miglioramento della qualita' della vita delle persone soprattutto quelle piu' ai margini. "E' sempre piu' importante nella societa' contemporanea - sottolinea Vermiglio - avviare nuove forme di valorizzazione sociale del patrimonio che aiutino a trasformare i luoghi della cultura in spazi vivi in cui tutti i cittadini possano sentirsi protagonisti, colmando quella distanza profonda che spesso ancora oggi separa il mondo della cultura da ampi strati della societa'". (AGI)
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