Insularita': Pigliaru a Roma, Stato assente in sede europea

(AGI) - Cagliari, 24 giu. - "Sebbene il Trattato per ilFunzionamento dell'Unione Europea riconosca la specialita'della condizione insulare, lo Stato italiano non ha mai volutosviluppare in sede europea una politica dell'insularita' cheriguardi la seconda isola per estensione del Mediterraneo ecertamente la piu' distante dalla terraferma tra le grandiisole". Lo ha sottolineato il Presidente della RegioneFrancesco Pigliaru, sentito in audizione questa mattina a Roma,alla Commissione Parlamentare per le questioni regionali,presieduta da Gianpiero D'Alia. Al centro dell'incontro,l'indagine conoscitiva sulle problematiche legate allarevisione degli statuti con riferimento alle questioni relativealla specialita'

(AGI) - Cagliari, 24 giu. - "Sebbene il Trattato per ilFunzionamento dell'Unione Europea riconosca la specialita'della condizione insulare, lo Stato italiano non ha mai volutosviluppare in sede europea una politica dell'insularita' cheriguardi la seconda isola per estensione del Mediterraneo ecertamente la piu' distante dalla terraferma tra le grandiisole". Lo ha sottolineato il Presidente della RegioneFrancesco Pigliaru, sentito in audizione questa mattina a Roma,alla Commissione Parlamentare per le questioni regionali,presieduta da Gianpiero D'Alia. Al centro dell'incontro,l'indagine conoscitiva sulle problematiche legate allarevisione degli statuti con riferimento alle questioni relativealla specialita' della della Sardegna e allo stato della suaattuazione. Nella relazione di Pigliaru sono stati citati ipassaggi principali del documento sul tema consegnato alcunesettimane fa al presidente del Consiglio Matteo Renzi. "Glisvantaggi dati dall'insularita' e causati dalla oggettivaseparazione dal sistema nazionale delle infrastrutture e deiservizi sono profondi, a cominciare dall'assenza del metano perproseguire con il nodo della continuita' territoriale, da cuiderivano mancanze anche sul fronte della mobilita' interna.Sono problemi decisamente importanti dal punto di vistaeconomico - ha proseguito - che erano validi nel 1948 comeadesso, e per limitare i quali lo Statuto di Autonomia e' statoforse il principale strumento in campo, basti pensare allenorme statutarie sulle entrate. Su questo punto e' quindi oradi inaugurare una nuova stagione di rapporti politici eistituzionali, di occasioni di integrazione e di riequilibriodi poteri che costituiscano il quadro della nuova specialita',in modo che la rivendicazione di pari opportunita' dellaSardegna possa declinarsi in atti concreti, capaci di ridurregli svantaggi che la condizione di insularita' impone aicittadini e alle imprese della nostra regione". Il Presidenteha poi sottolineato l'importanza della valorizzazione delledifferenziazioni regionali. "In un quadro nazionale che ha unproblema di qualita' istituzionale complessivo, il regionalismoitaliano ha prodotto situazioni molto negative nel Mezzogiorno,ma anche performance regionali di assoluta eccellenza intermini di qualita' dei servizi erogati con efficacia edefficienza. La ricchezza delle esperienze regionali nondovrebbe essere percio' annacquata o addirittura annullata.Qualunque meccanismo di centralizzazione cancellerebbe questaricchezza, e invece uno Stato saggio deve rendersi conto chequesta differenziazione e' ricchezza e che le buone esperienzedevono essere diffuse sul territorio". (AGI) Sol

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