Cultura: aperto a Jesi museo Federico II Stupor Mundi

(AGI) - Jesi (Ancona), 1 lug. - E' stato inaugurato oggi, nello storico Palazzo ...

(AGI) - Jesi (Ancona), 1 lug. - E' stato inaugurato oggi, nello storico Palazzo Ghislieri a Jesi, il Museo Federico II Stupor Mundi, primo grande museo interamente multimediale dedicato alla figura di Federico II di Svevia, che attraverso sedici sale tematiche racconta la vita e le gesta del grande imperatore. In tutti gli interventi e' emerso il profondo entusiasmo che ha accompagnato la nascita di questo nuovo museo; in ordine sono intervenuti il sindaco Massimo Bacci, che ha sottolineato come iniziare il suo secondo mandato inaugurando questo museo fosse per lui motivo di grande orgoglio "e' una straordinaria opportunita' per Jesi. Non abbiamo una grande cultura nel gestire l'attrazione turistica: dobbiamo creare possibilita' di tipo economico per valorizzare i nostri territori, e in questo senso il Museo ci aiutera' molto". Francesco Merloni, presidente della Fondazione Marche, ha proseguito sottolineando che "oggi, se non sviluppiamo la cultura del passato e l'innovazione del presente, non riusciremo ad arrivare ai traguardi raggiunti da altre regioni o da altri paesi del mondo. Ed in questo la Fondazione Marche vuole portare il suo contributo. Il risultato di oggi vogliamo considerarlo non solo come una manifestazione della citta' di Jesi, ma di tutte le Marche". L'ing. Gennaro Pieralisi, mecenate del museo ha raccontato del suo amore per la citta' di Jesi e per la figura di Federico II: "A Jesi nessuno si ricordava piu' di Federico II, finche' non ho pensato ad un museo a lui dedicato. La scelta di realizzare un museo virtuale e' stata dettata dalla mancanza di reperti. Ma quello che poteva sembrare un punto debole si e' rivelato un vantaggio, perche' un museo interamente virtuale puo' essere cambiato e arricchito continuamente, rendendolo sempre nuovo e quindi quasi eterno". Il direttore del Polo museale delle Marche, Peter Aufreiter si e' soffermato sulla situazione museale italiana, dichiarando che "attualmente in Italia ci sono circa cinquemila musei, e molti di questi sono di difficile gestione. Inaugurare, dunque, oggi un nuovo museo e' un segnale positivo, una cosa straordinaria. L'Italia possiede il piu' vasto patrimonio culturale, se pero' non comunichiamo questa ricchezza, per il turismo e' come se non ci fosse: avere un museo multimediale come questo, per il turismo, e' gia' comunicazione". L'assessore ai Beni Culturali della Regione Marche, Moreno Pieroni ha concluso gli interventi istituzionali, dicendo come "questa giornata deve essere di stimolo per tutti noi che abbiamo ruoli istituzionali. Oggi, un museo inaugurato significa ricreare un movimento culturale, economico e turistico. Il Museo Federico II deve essere per me e per l'intera regione un motivo di creare un momento di intesa, vedremo con quali modalita', per creare la gestione e la promozione turistica". Il saluto finale e' stato affidato alla campionessa olimpionica di scherma, on. Valentina Vezzali, originaria di Jesi e membro della VII Commissione Cultura, Scienza e Istruzione del Parlamento italiano, che si e' detta "orgogliosa di aver rappresentato Jesi nel mondo attraverso la scherma". Alla cerimonia di apertura hanno preso parte inoltre l'on. Emanuele Lodolini, l'on. Piergiorgio Carrescia, il consigliere regionale Enzo Giancarli, il segretario generale della Fondazione Federico II Stupor Mundi William Graziosi, la curatrice Anna Laura Trombetti Budriesi, docente di Storia medievale all'Universita' degli studi di Bologna, e i due ricercatori presso lo stesso ateneo Laura Paquini e Tommaso Duranti, che hanno contribuito alla curatela scientifica. Tra gli altri ospiti intervenuti alla cerimonia anche il dott. Cesare Annibaldi e il dott. Carlo Callieri. A partire dalle ore 17.00 seguira' l'evento "Omaggio all'Imperatore" che avra' luogo nella stessa piazza Federico II e che coinvolgera' tutta la citta' con oltre 50 performer che rievocheranno dame, cavalieri, falconieri e antichi mestieri per un tuffo nella citta' di fine XII secolo. (AGI)

Red/Ett