Lega: presidente Liga fonda gruppo in Veneto, primo passo scissione

(AGI) - Venezia, 4 mar. - Primo strappo interno alla Ligaveneta e Lega Nord sempre piu' vicina alla scissione. Dopol'ultimatum di lunedi' a Flavio Tosi, cui il consiglio federaledel Carroccio ha dato tempo sette giorni per scegliere tra ilMovimento e la sua Fondazione, il primo segnale di pericoloarriva dal Consiglio regionale veneto. Stamane, non unconsigliere qualsiasi, ma addirittura il presidente della Ligaveneta, Luca Baggio, ha fondato e costituito un nuovo gruppoconsiliare. Insieme a lui, in 'Impegno veneto', un altroconsigliere eletto nella file del Carroccio, Matteo Toscani, eun ex Pdl, ora

(AGI) - Venezia, 4 mar. - Primo strappo interno alla Ligaveneta e Lega Nord sempre piu' vicina alla scissione. Dopol'ultimatum di lunedi' a Flavio Tosi, cui il consiglio federaledel Carroccio ha dato tempo sette giorni per scegliere tra ilMovimento e la sua Fondazione, il primo segnale di pericoloarriva dal Consiglio regionale veneto. Stamane, non unconsigliere qualsiasi, ma addirittura il presidente della Ligaveneta, Luca Baggio, ha fondato e costituito un nuovo gruppoconsiliare. Insieme a lui, in 'Impegno veneto', un altroconsigliere eletto nella file del Carroccio, Matteo Toscani, eun ex Pdl, ora nel gruppo misto, Francesco Piccolo. Un segnaleeclatante che avviene alla vigilia della decisiva riunione deldirettivo veneto, convocato la settimana scorsa da Tosi perdomani sera alle 21, a Noventa padovana. Un segnale chepotrebbe portare alla costituzione di una lista separata ocontro Luca Zaia (magari con Tosi stesso candidato) dal momentoche la legge regionale esenta dall'obbligo di raccolta firme igruppi gia' presenti in Consiglio che vogliano correre allesuccessive elezioni. Mentre si attende che il sindaco di Veronasciolga la riserva - anche se e' maggioranza in via Belleriochi lo considera gia' fuori, soprattutto dopo l'incontro conAngelino Alfano di ieri - Matteo Salvini ha provato a gettareacqua sul fuoco, intervenendo in serata a 'Radio Padania'. "Miauguro che domani tutti facciano la loro parte, non abbiamobisogno di litigi", ha detto il segretario leghista, "ribadiscola mia stima per Tosi, non solo come sindaco, anche comedirigente politico. Mi auguro che nessuno abbia voglia dilitigare, rompere, polemizzare". Ma in Veneto i toni sono benaltri. Il sindaco di Padova, Massimo Bitonci, ritenuto vicino aZaia ed ex sfidante di Tosi al congresso veneto del 2012, hafatto sapere che non partecipera' al direttivo regionale didomani (nazionale nella terminologia leghista). "Non riconoscola segreteria e la presidenza della Liga", ha spiegato Bitonci. Duro, sull'altro fronte, anche Baggio. "La deriva a destradi Salvini non mi piace. Il consiglio nazionale dovra' ribadirel'autonomia delle scelte cosi' come prevede lo statuto federaledella Lega Nord e l'autonomia della Liga Veneta", ha scanditoBaggio. "Sono con Tosi in segreteria nazionale e condivido lesue posizioni, e' un amico", ha aggiunto. "Tanti moderati nonvoterebbero Lega soprattutto dopo la svolta a destra", haaggiunto l'altro fuoriuscito leghista, Toscani, secondo cui ilCarroccio di Salvini e' diverso da quello a cui si iscrisse nel1987, che "aveva valori diametralmente opposti a quelli di oggie a quelli che abbiamo visto sabato nel corso dellamanifestazione a Roma. E che ci deve fare riflettere, al di la'di Zaia e Tosi". Non e' un caso che il terzo componente delgruppo sia Francesco Piccolo, eletto nelle fila del Pdl ma, unavolta entrato in Consiglio l'anno scorso, subentrando all'exassessore Renato Chisso dopo l'arresto e le dimissioni,iscrittosi al misto.Proprio lui, infatti, assieme a DiegoBottaccin, era balzato agli onori della cronaca per averrecentemente proposto un emendamento alla legge elettoraleregionale per introdurre il ballottaggio nel caso in cui nessun candidato superasse il 42,5%. Se gia' questa manovra era statastroncata dal presidente Zaia (secondo cui "non bisogna esserepremi Nobel per capire che chi vuole cambiare la leggeelettorale a un mese e mezzo dal voto lo fa per altre finalita'e non nel rispetto dei veneti") anche le ultime uscite vengonolegate all'imminenza del voto. E mentre Forza Italia dovrebbe essere ormai un alleatasicura della Lega nelle regionali di maggio, Ncd sta ancoraalla finestra. Marino Zorzato, vice di Zaia in Regione, hainfatti spiegato che "finche' la vicenda Lega non e' chiara none' opportuno fare ragionamenti", per cui il Nuovo Centrodestraaspetta che "le cose si sedimentino". Nel frattempo ilcapogruppo Giancarlo Conta ha minimizzato l'incontro tra Tosi eil leader nazionale del suo partito, Alfano. "Ci dispiacevedere che le sorti della Lega vengano decise a Milano, nondovrebbe essere cosi' - ha sostenuto - Noi abbiamo avvertito asuo tempo i nostri referenti nazionali il nostro partito da unanno e' stato battezzato Ncd Veneto Autonomo, proprio perevidenziare la nostra autonomia da Roma". Nel frattempo, pero',proprio da Ncd un consigliere, Nereo Laroni, si e' sfilatodalla maggioranza che sostiene Zaia. "Tra ieri sera e questamattina ho ricevuto decine di sms di condivisione esolidarieta' anche da autorevoli esponenti della Lega Nord,segno che la linea Salvini-Zaia non e' assolutamente condivisaal loro interno", ha spiegato in mattinata. (AGI)Fed/Ve1