Coppia acido: giudice, pena massima, nessun elemento pro Alex

(AGI) - Milano, 1 giu. - Nel comportamento di Alexander Boettcher, condannato a ...

(AGI) - Milano, 1 giu. - Nel comportamento di Alexander Boettcher, condannato a 23 anni il 30 marzo scorso per le aggressioni con l'acido, si ravvisa l'"assenza di qualunque sintomo di pentimento e di rivisitazione critica dei propri comportamenti e, in generale, il difetto di qualunque positivo elemento a favore dell'imputato". Lo scrivono i giudici del Tribunale di Milano, presieduti da Elena Bernante, nelle motivazioni alla sentenza di condanna per il broker finanziario di origini tedesche. "I fatti - si legge ancora nel documento - si collocano in una posizione apicale sia per la gravita' oggettiva delle condotte e per le conseguenze, sia per l'intensita' massima dell'elemento soggettivo del dolo. E' adeguata la pena sui valori massimi". Boettcher e' stato condannato per l'agguato "per errore" ai danni dello studente Stefano Savi e per un analogo blitz, tentato ma non riuscito, al fotografo Giuliano Carparelli. Secondo i giudici, faceva parte di un'associazione a delinquere composta anche dalla sua ex amante Martina Levato e dal presunto complice Andrea Magnani (condannati per gli stessi fatti col rito abbreviato). I giudici scrivono che Martina era legata ad Alex "da una torbida e difficilmente decifrabile relazione sentimentale, per quanto di sentimenti si possa parlare. Un rapporto basato sul sesso senza nessun coinvolgimento emotivo". Nell'arco di un anno, spiegano i magistrati, "c'e' stato un 'cambio qualitativo'" che li ha portati a gettare l'acido, in agguati che Martina qualifica come "solo gesti eclatanti che l'avrebbero riscattata agli occhi dell'uomo". (AGI)
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