Salute: soldati ucraini in cura in Liguria

(AGI) - Genova, 12 mar. - Sono 159 gli interventi umanitarieffettuati a carico della sanita' ligure dal 2010 a oggi. Diquesti il 90 per cento hanno riguardato bambini provenienti dazone di guerra o di grande poverta'. I pazienti sono arrivatiin Liguria da 31 Paesi diversi, principalmente da Kosovo (27persone), Nigeria (19), Repubblica Democratica del Congo (16),Albania (14), Moldavia (10), Marocco (9) e Palestina e Zimbabwe(8). I dati sono stati diffusi oggi dall'assessore regionalealla Salute, Claudio Montaldo insieme al direttore generaledell'Istituto Gaslini di Genova, Paolo Petralia, e alleprincipali associazioni di volontariato

(AGI) - Genova, 12 mar. - Sono 159 gli interventi umanitarieffettuati a carico della sanita' ligure dal 2010 a oggi. Diquesti il 90 per cento hanno riguardato bambini provenienti dazone di guerra o di grande poverta'. I pazienti sono arrivatiin Liguria da 31 Paesi diversi, principalmente da Kosovo (27persone), Nigeria (19), Repubblica Democratica del Congo (16),Albania (14), Moldavia (10), Marocco (9) e Palestina e Zimbabwe(8). I dati sono stati diffusi oggi dall'assessore regionalealla Salute, Claudio Montaldo insieme al direttore generaledell'Istituto Gaslini di Genova, Paolo Petralia, e alleprincipali associazioni di volontariato che si sono occupate diaiuti umanitari in sanita'. Le patologie variano da quellecardiologiche (cardiopatie congenite) alle malformazioni, daitumori alle necessita' di trapianto di midollo. La stragrandemaggioranza dei casi e' stata curata dall'Istituto Gaslinimentre gli adulti sono stati presi in carico dall'ospedale SanMartino di Genova e dal Santa Corona di Pietra Ligure dove,nelle ultime settimane, sono arrivati anche alcuni soldatiferiti nella guerra in Ucraina, segnatati dalle forze armateitaliane. La Regione Liguria ha autorizzato 33 interventi nel2012, 41 nel 2013, 43 nel 2014, per una somma impegnata cheammonta rispettivamente a 1,2 milioni, 883 mila euro e 1,3milioni per un totale di oltre 3,3 milioni di euro. "In questianni - spiega Montaldo - abbiamo attivato una collaborazione,prima con le missioni dei militari italiani in Kosovo,Afghanistan, Libano e Iraq, poi con varie associazioniumanitarie, che ci hanno segnalato i casi piu' gravi. Abbiamoanche curato due bambine soldato dell'Uganda. E' importanteriuscire a dare una speranza di vita a chi non l'avrebbe senzaqueste cure". Le principali associazioni coinvolte sono AnaMoise onlus, Caritas e l'ong Pobic. (AGI)Ge2/Sep